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Scafati, il Riesame ha deciso: carcere per l'ex sindaco Pasquale Aliberti

A firmare il provvedimento il presidente Gaetano Sgroia, dopo l'annullamento con rinvio da parte della Cassazione. Arresti domiciliari per Gennaro e Luigi Ridosso. L'indagine "Sarastra" aveva portato anche allo scioglimento del consiglio

Il Tribunale del Riesame ha deciso per il carcere nei confronti dell'ex sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti. A firmare il provvedimento il presidente Gaetano Sgroia, dopo l'annullamento con rinvio da parte della Cassazione, che ha poi deciso per il carcere anche per Luigi Ridosso e gli arresti domiciliari per Gennaro (entrambi sono tuttavia dietro le sbarre per altri motivi). L'applicazione delle misure cautelari era stata chiesta dalla Procura Distrettuale Antimafia, nella persona del sostituto procuratore Vincenzo Montemurro. I giudici della Suprema Corte avevano ritenuto fondati gli indizi di colpevolezza, sostenendo la validità del quadro indiziario ma decidendo di rinviare tutto al Riesame per valutare una misura alternativa per l'ex sindaco di Scafati ,qualora ve ne fossero state le condizioni. 

Non essendo Aliberti più sindaco e dunque, non svolgendo più un ruolo istituzionale e politico, per gli avvocati difensori non avrebbe potuto più condizionare o inquinare prove e testimoni, nè reiterare il reato. Il Riesame aveva preso diversi giorni per meglio motivare la misura cautelare del carcere, in alternativa ad una misura meno afflittiva, come quella dei domiciliari. Le richieste del sostituto procuratore Vincenzo Montemurro della Dda di Salerno, presentate lo scorso 26 novembre e recepite a luglio, si integrano al fascicolo contenente a nuovi elementi che motivano come unica custodia cautelare idonea quella del carcere. Secondo gli inquirenti, anche dopo lo scioglimento ed il commissariamento, l’ex primo cittadino avrebbe conservato la sua leadership politica e da casa sua, tramite strumenti elettronici ed informatici, avrebbe continuato a detenere il suo potere, fungendo da sindaco ombra. L'ultima parola, spetta come da prassi, alla Cassazione. L'inchiesta "Sarastra", che ha portato allo scioglimento dello stesso consiglio comunale, mira a fare piena luce su quel presunto patto tra la classe politica ed esponenti di clan di camorra nell'Agro nocerino, in particolare a Scafati. Quello dei Loreto-Ridosso. Tra i 16 indagati, compaiono anche il fratello del sindaco e la moglie, oltre che consigliere regionale, Monica Paolino. Dalle prime indiscrezioni sulle motivazioni del Riesame, l'ex sindaco sarebbe ancora in contatto con i suoi elettori. E la convivenza con la moglie, consigliere regionale, darebbe la possibilità all'ex sindaco di essere ancora influente e di poter "attuare accordi con clan camorristici in cambio di ulteriori favori politici". Ragion per cui, l'applicazione degli arresti domiciliari è incompatibile.

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