Lettere alla moglie e al fratello, torna in carcere l'ex sindaco Aliberti

Attraverso una serie di persone, Aliberti avrebbe fatto arrivare alcune comunicazioni scritte, in forma di lettere, ad altre persone indagate nell'inchiesta "Sarastra". Per il tribunale è una violazione delle prescrizioni del regime cautelare

Torna in carcere l'ex sindaco di Scafati, Pasquale Aliberti. Dal regime degli arresti domiciliari, nella casa di Roccaraso dallo scorso mese di febbraio, al carcere di Sulmona, sorvegliato a vista dalla polizia penitenziaria. Attraverso una serie di persone, Aliberti avrebbe fatto arrivare alcune comunicazioni scritte, in forma di lettere, ad altre persone indagate nell'inchiesta "Sarastra", il cui dibattimento partirà il prossimo 4 luglio. L'ordinanza di aggravamento della misura è a firma del collegio giudicante di Nocera Inferiore, con presidente Raffaele Donnarumma, dietro richiesta della Procura distrettuale Antimafia. Alcune di queste lettere sarebbero giunte nelle mani della moglie e del fratello, Nello Aliberti, entrambi imputati nel medesimo processo. 

Operazione “Satyricon”

L'indagine della Dda sarebbe caratterizzata dalla raccolta di diverse comunicazioni, presunte o meno, tra l'ex primo cittadino accusato di scambio elettorale politico-mafioso e alcuni degli indagati nell'inchiesta “Sarastra”. Nel dibattimento in corso a Nocera Inferiore, invece, sono costituiti parti civili il Comune di Scafati, la giornalista Valeria Cozzolino e gli imprenditori del settore conserviero Aniello e Fabio Longobardi. Gli imputati sono stati tutti esponenti della macchina amministrativo-politica comunale, parte del gruppo dirigente costruito negli anni di sindacato da Aliberti, ritenuto dalla Procura antimafia il deus ex machina di un sistema di potere sceso a patti con il clan. Nel processo, l'ex sindaco è difeso dagli avvocati Giuseppe Pepe e Silverio Sica

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