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Scafati, contenziosi con l'Ente: condannati per decreto 20 tra sindaci, consiglieri e assessori

Per tutti, vi sarà l'obbligo di pagare una sanzione pecuniaria che va dai 3000 ai 2000 euro. Molti hanno già preannunciato opposizione, il che significherà che i 20 si difenderanno o in un processo, o attraverso la richiesta di riti alternativi

Sono stati condannati per falso in atto pubblico per dichiarazioni mendaci rese al momento della firma per la proclamazione a consiglieri comunali 20 esponenti politici di Scafati, attraverso un decreto penale di condanna. Le pronunce del gip riguardano in gran parte la maggioranza, sindaco compreso, e alcuni consiglieri di opposizione. Per tutti, vi sarà l'obbligo di pagare una sanzione pecuniaria che va dai 3000 ai 2000 euro. Molti hanno già preannunciato opposizione, il che significherà che i 20 si difenderanno o in un processo, o attraverso la richiesta di riti alternativi.

L'indagine

Le accuse per tutti riguardano «dichiarazioni di insussistenza di cause ostative all’assunzione della carica di consigliere comunale, con false attestazioni di non trovarsi in alcuna delle cause di incompatibilità previste per legge, avendo invece debiti liquidi ed esigibili nei confronti dell’Ente», con venti capi d’accusa gemelli tutti ricalcati in modo identico per ognuna delle persone coinvolte dall’inchiesta, portata avanti dalla polizia giudiziaria, dietro coordinamento del pm Roberto Lenza a Nocera Inferiore. La vicenda è stata consumata, per le contestazioni formulate, attraverso presunte false dichiarazioni negli atti per presentare la candidatura al consiglio comunale, con la dichiarazione incriminata resa il 27 giugno 2019, data della proclamazione pubblica. Gli inquirenti avevano avviato l’attività investigativa dopo delle precedenti ispezioni negli uffici del Comune, oltre che a seguito di denunce presentate alla segretaria comunale. Il caso giudiziario fin dall’inizio riguardava presunte incompatibilità non denunciate in tempo dai politici dell’Ente, ma soltanto successivamente all’insediamento in assise. Le notifiche sono state partite nei giorni scorsi. 

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