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Scafati, finti broker lucravano su chi accedeva a prestiti: a processo

Sono F.B., 47enne di Torino e V.M. , torrese, arrestati all’inizio del 2018 dalla Guardia di Finanza. I due sono accusati di aver svolto abusivamente l’attività di mediazione creditizia

Truffa, riciclaggio e sostituzione di persona: per queste e altre accuse due persone, spacciatesi per promotori finanziari, finiranno a processo dopo la richiesta di giudizio immediato della Procura di Nocera Inferiore. Sono F.B., 47enne di Torino e V.M. , torrese, arrestati all’inizio del 2018 dalla Guardia di Finanza di Scafati. I due sono accusati di aver svolto abusivamente l’attività di mediazione creditizia, utilizzato indebitamente carte di credito o strumenti di pagamento alternativi a danno di ignari clienti. Nella stessa inchiesta sono indagati anche due dipendenti di banca. Proprio da questa presunta complicità con funzionari di un istituto di credito, i due avrebbero racimolato denaro legato a sua volta a dei prestiti ottenuti da chi ne aveva realmente bisogno.

L'inchiesta

Secondo le indagini, i due avrebbero preso contatto con persone bisognose di finanziamenti, pur se gli stessi non avessero i requisiti per ottenerli. Da chi doveva pagare il matrimonio alla figlia, a chi, invece voleva il classico prestito o l’accensione ad un mutuo. Qui - secondo il teorema del pm - vi sarebbe stato l’accordo tra alcuni funzionari del Banco di Napoli di Scafati e i broker: i due indagati mettevano in contatto i clienti con i due dipendenti. Una volta concesso il prestito e arrivati i soldi, parte del denaro andava ai richiedenti e poi agli intermediari. Quei soldi sarebbero poi stati investiti in operazioni di trading online, con i proventi a transitare su circa venti correnti, intestati ad altri, ma di cui i due promotori avrebbero avuto la disponibilità di gestione. La procura dispose un sequestro preventivo per equivalente di 235mila euro sui conti dei due, oltre ad individuare carte di credito e token (i congegni per l'autentificazione) utilizzate durante i movimenti che lasciavano comunque delle tracce per il Fisco. 

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