Cronaca Scafati

Scafati, comune perde ricorso contro due dipendenti: dovrà risarcirli

Indennità non riconosciute ai dipendenti dell’Ente per i conti in rosso: il Tribunale dà ragione alle maestranze

Soldi mai liquidati ai dipendenti, doppia condanna per il Comune di Scafati. Nello specifico, l’oggetto del contendere è relativo alle mancate valutazioni e mancate erogazioni di indennità.

I casi

Il primo caso riguardava un dipendente assunto nel 1980 - come racconta La Città - il quale aveva rivestito nel 2015 e 2016 il ruolo di responsabile del settore Sport e politiche giovanili, con mancate erogazioni e performance annuali. La difesa del Comune aveva sostenuto di non aver avuto possibilità concreta di attivare la procedura, per mancanza di soldi stanziati nel fondo produttività, con erronea previsione di spesa nel bilancio: il risultato annuale, non riconosciuto secondo il dipendente, non è stato negato dal datore di lavoro. Per questo motivo, il giudice del Tribunale di Nocera, sezione Lavoro, ha quantificato in 1.500 euro il valore della contenzioso: meno rispetto a quanto richiesto dal dipendente. La seconda pronuncia riguardava una dipendente titolare di una posizione organizzativa presso Palazzo Mayer, con una questione analoga all’altro suo collega. Nella ricostruzione, la dipendente assunta anche lei nel 1980, ricoprì dal 2011 al 2016 la qualifica di dirigente comparto Regioni e autonomie locali, con la qualifica di funzionario apicale nel 2017, fino a diventare responsabile del settore Servizi al cittadino, con inquadramento nel ruolo dei dirigenti. In questo caso la rivendicazione riguardava la mancata valutazione delle performance annuali, della conseguente mancata erogazione delle indennità di risultato previste, con la condanna richiesta al pagamento di oltre 16mila euro. La somma ricadeva negli elementi contrattuali specifici delle posizioni organizzative, con autonomia di gestione dirigenziale: il Comune doveva riconoscere la performance e non poteva non prevedere questa specifica indennità, oltre alla mancanza di non averla inquadrata per la parte relativa agli oneri di spesa, «perché tale previsione costituisce onere della gestione dell’ente e non può ricadere sul lavoratore». Nel caso specifico, che il giudice non può fare perché prerogativa della pubblica amministrazione, il Comune non ha valutato, con la domanda risarcitoria pienamente legittima. Da qui, la decisione del Tribunale di condannare l’Ente, confermando alla dipendente comunale il raggiungimento degli obiettivi stabiliti. A fronte della richiesta posta dalla lavoratrice, il giudice ha stabilito 11mila euro di risarcimento per il Comune. 

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