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Estorsioni con metodo mafioso a commercianti di Scafati, scatta la maxi condanna

Le accuse ricostruite dalla procura Antimafia ricostruivano episodi di minacce di morte al titolare di un cantiere edile, del titolare di un negozio di abbigliamento al gestore di una sala bingo

E' stato condannato a 12 anni e 4 mesi di carcere l'attuale collaboratore di giustizia, A.S. , nato a Scafati, per tre episodi di estorsione consumati insieme ad altri, giudicati separatamente, a Scafati, tra il 2008 e il 2009. Tre episodi aggravati dal metodo mafioso, costati la condanna dal collegio del tribunale di Nocera Inferiore.

L'inchiesta

Le accuse ricostruite dalla procura Antimafia ricostruivano episodi di minacce di morte al titolare di un cantiere edile, del titolare di un negozio di abbigliamento (costretto a regalare abiti costosi e soldi in contanti) e al gestore di una sala bingo a Scafati. Nel primo caso, l'imputato, insieme ad un altro, si sarebbe presentato con il volto travisato da un casco, armato, minacciando l'elargizione di una tangente per far proseguire i lavori. Con la sua collaborazione, poi, A.S. contribuì alle nuove indagini della Dda di Salerno sui clan di camorra a Scafati, in tempi più recenti. Nel caso specifico, le estorsioni erano finalizzate ad ottenere il pizzo da imprenditori e commercianti, con l'obiettivo di agevolare le finalità di un'organizzazione criminale. 

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