Scafati, omicidio Faucitano: nuove conversazioni legate a presunta pista passionale

Nelle conversazioni, al centro dei brogliacci e ora al vaglio dei giudici, secondo i difensori si ipotizzano ragioni per un ipotetico delitto passionale. Il tribunale le ha acquisite dopo richiesta delle difese degli imputati

La Corte di Assise di Salerno presso la quale si sta celebrando il processo per l'omicidio dello scafatese Armando Faucitano ha acquisito il brogliaccio delle intercettazioni ambientali dei familiari dell’uomo, ucciso nell’aprile 2015 su richiesta della difesa. E questo potrebbe, ora, aprire nuovi scenari sul movente di quel delitto. Al banco degli imputati ci sono Carmine Alfano, Vincenzo Alfano, Marcello Adini e Pasquale Rizzo. Per la difesa, vi sarebbero piste non esplorate rispetto a quella della droga.

Le conversazioni 

Nelle conversazioni, al centro dei brogliacci e ora al vaglio dei giudici, secondo i difensori si ipotizzano ragioni per un ipotetico delitto passionale. In particolare, altri elementi sarebbero desumibili dai precedenti comportamenti tenuti dalla vittima nei confronti dell’ex moglie e del nuovo compagno di lei, con minacce risalenti a molti anni fa. Amici, conoscenti e persone legate a Faucitano furono già sentite dai carabinieri, ma i legali degli imputati ritengono non approfondite alcune circostanze legate a quegli stessi rapporti. Secondo l'Antimafia, l'uomo fu ucciso per non aver pagato un debito per l'acquisto di sostanze stupefacenti. Tali nuovi elementi potrebbero per i difensori aprire altri snodi all’interno del processo. Il dibattimento proseguirà il prossimo 28 gennaio. La scorsa udienza, il tribunale aveva ascoltato uno dei carabinieri che collaborò alle indagini, in merito ai contatti telefonici di Faucitano- Prima ancora nelle passate udienze il dibattimento aveva registrato una lunga deposizione del maggiore dei carabinieri Michele Avagnale, per completare la ricostruzione dei fatti dell’aprile 2015, con i riferimenti e i riscontri svolti in fase investigativa. L’accusa istruita dalla Procura Antimafia attribuisce all’agguato modalità camorristiche per vicende legate allo spaccio di stupefacenti. La ricostruzione di quel delitto, apice di una stagione riequilibrio mafioso sul territorio scafatese, portò poi ad individuare gli attuali imputati, i quali con vari ruoli avrebbero partecipato al piano per impartire la lezione alla vittima. Faucitano fu trucidato il 26 aprile 2015 in piazza Falcone e Borsellino a Scafati. Sullo sfondo un debito presunto di 700 euro legati a una partita di droga: questa l’ipotesi d’accusa al vaglio della Corte d’Assise. 

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