Lunedì, 26 Luglio 2021
Cronaca

Scafati, cadde dalla sedia a rotelle e morì 3 ore dopo: nei guai due medici

Avrebbero trascurato una caduta della quale fu vittima un paziente, insieme ad un ematoma che una volta sviluppatosi in forma irreversibile, ne decretò anche la morte. Sono due le persone a processo per la morte del 66enne Giovanni Nappi

Avrebbero trascurato una caduta della quale fu vittima un paziente, insieme ad un ematoma che una volta sviluppatosi in forma irreversibile, ne decretò anche la morte. Sono due le persone a processo per la morte del 66enne Giovanni Nappi, morto lo scorso 11 febbraio.

La storia

Nel mirino c’è finito un centro di emodialisi di Scafati. Il sostituto procuratore Ernesto Caggiano contesta il reato di omicidio colposo a V.L.S. e F.A. Il primo, operatore del centro e la seconda, medico. Tutto parte lo scorso 11 febbraio, quando il 66enne si recò al centro. Era su una sedia a rotelle, non avendo gli arti inferiori, ma prima di salire in auto cadde a terra (la procura accusa l’operatore del centro per questo). Riportò un trauma cranico, sanguinamento al naso e la contusione ad un occhio. L’assistente però, invece di trasferirlo in ospedale per una Tac, lo accompagnò al centro dialisi (Nappi soffriva di diabete e vascolopatia). Una volta nella struttura, entra in scena il medico, che lo sottopose alla normale seduta di dialisi. Per la procura fu un errore, in quanto l’uomo - di professione faceva il cuoco - avrebbe dovuto essere subito ricoverato in ospedale (cosa che avvenne dopo 3 ore dalla caduta). La conseguenza fu che lo stesso entrò in coma e l’intervento, eseguito d’urgenza a Nocera Inferiore, non bastò a salvarlo. L’ematoma era diventato irreversibile.

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