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Scafati, dai processi di camorra alla beneficenza: disinfettanti ad associazioni e ospedale

Il protagonista è il 57enne Ferdinando Muollo, giudicato colpevole quale presunto mandante dell'omicidio di Salvatore Ridosso. Con le sue aziende, donerà disinfettante e igienizzante per superfici ad associazioni e all'ospedale di Scafati

Da mandante di un omicidio di camorra, condannato a 12 anni e 6 mesi con sentenza passata in giudicato, a coordinatore degli aiuti grazie alla sua azienda di famiglia, per ospedali e associazioni per fronteggiare l’emergenza coronavirus. Il protagonista è il 57enne Ferdinando Muollo, giudicato colpevole quale presunto mandante dell'omicidio di Salvatore Ridosso, ucciso il 16 maggio 2002. L'uomo si è sempre difeso, spiegando di essere stato messo in mezzo, ma senza averne colpe. Di recente, era finito agli arresti domiciliari, dal carcere, per un rischio da contagio da Covid-19. 

L'iniziativa

L'uomo ha però chiesto ai figli, titolari delle aziende di famiglia attive nel campo della sanificazione degli ambienti - come racconta La Città - di aumentare di 1.000 litri la produzione di disinfettante e igienizzante per superfici, nonché di gel per le mani da donare a chiunque ne facesse richiesta. I primi prodotti sono stati consegnati al gruppo di Scafati della Caritas presso la parrocchia della chiesa di San Francesco da Paola. Altri saranno disponibili per il personale dell’ospedale “Scarlato”. La produzione del materiale, vista anche la richiesta, potrebbe a breve aumentare. La donazione sarà gratuita, con la produzione che procede spedita al fine di inviare quanto prima il materiale alle aziende e alle associazioni che ne faranno richiesta, anche nelle prossime settimane. 
 

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