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Scafati, officina "abusiva" dopo controllo dei carabinieri: indagato il proprietario

L’uomo è accusato di abuso edilizio, per aver realizzato un’officina, sprovvisto di ogni tipo di autorizzazione

Sequestro e indagine chiusa per un'officina ritenuta abusiva, sequestrata a fine febbraio, con tanto di avviso di garanzia ad uno scafatese di 38 anni, proprietario e gestore dell’attività. L’uomo, difeso dall’avvocato Stanislao Sessa, è accusato di abuso edilizio, per aver realizzato un’officina, in luogo di un deposito, senza redazione di un progetto e senza direzione di un professionista, per la costruzione eseguita senza denuncia allo Sportello unico del Comune di Scafati, e in particolare per aver realizzato un deposito di rifiuti speciali pericolosi, tra carcasse e pezzi di mezzi e vetture, dentro e fuori i locali, con i materiali riversi tra l’olio del pavimento e sull’area di terreno incolto all’esterno.

L'indagine

L’indagato è stato raggiunto da un accertamento dei carabinieri. Da lì, sono emerse delle irregolarità. I militari hanno rinvenuto poi un deposito incontrollato di rifiuti non autorizzati, con parti meccaniche, motori e parti di essi, parti di carrozzeria, contenitori di lubrificanti e filtri esausti. Il titolare era sprovvisto di ogni autorizzazione per l’esercizio delle sue attività di riparazione, senza aver mai chiesto partita Iva né iscrizione all’albo per l’esercizio di meccanotronica. Anche senza alcuna autorizzazione, in aggiunta, c’era l’impianto di lavoro, che si svolgeva su 140 metri quadri complessivi, con due ingressi e saracinesche. Sul posto c’erano attrezzi e utensili, due auto, due ponti elevatori e tre moto con vari parti meccaniche.

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