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Domenica, 29 Gennaio 2023
Cronaca Scafati

Ordigni costruiti in casa, gli indagati si difendono: "Fatti da noi, ma non per altri"

La Procura Antimafia sospetta un giro di estorsioni dietro la costruzione degli ordigni. Ora si va al Riesame

"Abbiamo costruito le bombe artigianali ma non le abbiamo date a nessuno. Erano per noi e non per altri". Si sono difesi così due delle quattro persone arrestate tra Scafati e Angri per il possesso di un ordigno fabbricato e che sarebbe servito ad un terzo. Ognuno dei quattro pare avesse un ruolo, come quello di trovare la polvere che serviva per le bombe. Per tutti non è contestato il reato associativo.

L'indagine

I due in carcere sono accusati di aver fabbricato materiale esplodente da guerra. La Dia intercettò e sequestro un ingente quantitativo di esplosivo, in parte racchiuso in un ordigno, costruito da P. , con la complicità di altri sodali, attraverso una puntuale divisione di compiti operativi. Le attività investigative consentirono di riscontrare la responsabilità per un ordigno esplosivo da guerra del peso complessivo di 3,4 chili (venduto a uno scafatese arrestato lo scorso anno per il quale si procede separatamente), nonché nella detenzione di plurimi elementi esplosivi pronti per la fabbricazione altri ordigni (erano stati requisiti 17 artifizi pirotecnici in gergo denominati spolette, 140 centimetri di miccia pirotecnica, alla polvere nera 3,600 chili di miscuglio di polvere pirotecnica di colore grigio e 8,400 chilogrammi di perclorato di potassio in polvere). Il blitz era stato messo a segno in risposta agli attentati dinamitardi registratisi negli ultimi tempi nel territorio dell’agro nocerino e soprattutto a Nocera Inferiore. La Procura Antimafia sospetta un giro di estorsioni dietro la costruzione degli ordigni. Ora si va al Riesame.

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