Scafati, chiesti 40 anni di carcere per la famiglia di usurai

Il gruppo criminale avrebbe prestato denaro, per poi chiederlo indietro, con violenze e minacce, applicando tassi di interesse oltre i limiti consentiti dalla legge

Il pubblico ministero del tribunale di Nocera Inferiore Roberto Lenza chiede 40 anni di carcere complessivi per tutti gli imputati finiti nell’inchiesta “Get a money”. Nel mirino un’intera famiglia scafatese accusata di usura.

Le richieste

Sono stati chiesti otto anni e mezzo per E.D.M, 59 anni, vedova di un noto boss e per il figlio, R. P, 38 anni, già condannato per un episodio interno all'inchiesta principale con rito abbreviato; sette anni per F.R.C, 22 anni; cinque anni di reclusione per M. P, 50 anni, originaria di Torre Annunziata e residente a Scafati; cinque anni per A. D., 49 anni; sei anni per G.N., 75enne.  Assoluzione, invece, per l’impiegata dell’Asl A.D.L di 61 anni.

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

Le accuse

L'inchiesta si basa su un fitto giro di prestiti usurai ad interesse. Il gruppo criminale avrebbe prestato denaro, per poi chiederlo indietro, con violenze e minacce, applicando tassi di interesse oltre i limiti consentiti dalla legge. L'indagine è arrivata al suo culmine il 22 giugno scorso, quando dai carabinieri si presentò una delle vittime per raccontare il suo calvario in mano a quei presunti usurai. Insieme alle difficoltà a coprire quegli interessi, con minacce di morte arrivate quando i soldi non venivano versati. E con minacce promesse anche alla sua famiglia. Il primo ad essere arrestato fu R.P. , fermato a giugno scorso mentre intascava dei soldi segnalati e fotocopiati dalla prima vittima, alla quale il figlio di E.D.M. continuava a rivolgere minacce molto pesanti, sia di persona che al telefono. Il motivo era il ritardo per il pagamento di due prestiti, di 2000 e 3500 euro. Soldi che fruttavano a quella famiglia 1100 euro mensili. Le ultime telefonate erano giunte sul cellulare della vittima proprio mentre si trovava dai carabinieri a raccontare le sue difficoltà. Le vittime identificate dagli inquirenti furono sei.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Si laurea a 20 anni con Lode in Ingegneria Informatica: targa per un salernitano

  • Covid-19, De Luca firma l'ordinanza: movida di nuovo sotto controllo

  • Tromba marina devasta Salerno: alberi sradicati e tegole volanti, paura al "Galiziano"

  • Bonus tiroide: di cosa si tratta e come fare per richiederlo

  • Test sierologici gratuiti per Covid-19 e Epatite C: l'iniziativa a Salerno

  • Il maltempo mette in ginocchio la provincia: scattano evacuazioni a Sarno

Torna su
Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...
SalernoToday è in caricamento