Scafati, "dubbi sull'indagine Sarastra": ora indaga la procura di Napoli

Gli inquirenti della direzione Antimafia hanno chiesto il fascicolo dell'inchiesta coordinata dalla Dda di Salerno, nella persona del sostituto procuratore Vincenzo Montemurro

Su quel presunto patto tra camorra e mondo politico, meglio conosciuto anche come "sistema Scafati", ora indaga anche la Procura di Napoli. Gli inquirenti della direzione Antimafia hanno chiesto il fascicolo dell'inchiesta coordinata dalla Dda di Salerno, nella persona del sostituto procuratore Vincenzo Montemurro.

Gli imputati

L'obiettivo è verificare se l'attività investigativa sia stata condotta regolarmente. Una circostanza messa in dubbio dal fratello dell'ex sindaco di Scafati, Nello Aliberti, coimputato nel processo attualmente in corso a Nocera Inferiore, che vede alla sbarra anche la cognata Monica Paolino, consigliere regionale di Forza Italia, l'ex primo cittadino Pasquale Aliberti, l’ex consigliere comunale Roberto Barchiesi, l’ex vicepresidente Acse, Ciro Petrucci, Andrea Ridosso e l’ex staffista comunale Giovanni Cozzolino. L'ipotesi è quella di aver stipulato un patto con il clan Loreto-Ridosso durante due turni elettorali, 2013 e 2015, in cambio di favori ad alcuni esponenti della cosca 

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I "dubbi" dell'indagine

Che vi fosse un complotto presunto da parte chi ha svolto le indagini lo aveva riferito proprio il fratello del sindaco Pasquale Aliberti, in sede d'udienza preliminare, prima che il gup disponesse il processo per entrambi. Secondo diversi messaggi pubblicati sui social prima, e con le dichiarazioni spontanee rese poi dinanzi al giudice, vi sarerebbero "forti dubbi sulla correttezza delle indagini visti i presunti rapporti personali che il magistrato inquirente avrebbe intrattenuto con alcuni soggetti". Circostanza che, ad ora, non ha trovato alcun riscontro. Il lavoro della Dda partenopea parte dalla denuncia, con l'attività di verifica che potrebbe cominciare in parallelo con il prosieguo del processo, che riprenderà alla fine di settembre, dopo la pausa estiva. L'ultima udienza vide la deposizione del colonnello della Dia, a Salerno, Giulio Pini, sulla genesi dell'inchiesta. Con le prime attività risalenti al 2015. L'impianto accusatorio potrebbe a breve essere arricchito dalla sentenza di condanna per i cugini Ridosso e Alfonso Loreto. Non solo hanno retto le accuse di estorsione, ma anche quella di corruzione elettorale (elezioni amministrative a Scafati) e quella, peggiore, di scambio elettorale-politico mafioso (elezioni regionali 2015). 

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