Scafati, stalking alla ex tra minacce sui social e pedinamenti sotto casa: "Morirai!"

C'è tutto questo a fare da sfondo ad una richiesta di rinvio a giudizio per un uomo di 45 anni, accusato di stalking aggravato nei confronti della sua ex fidanzata

Calci, pugni, intimidazioni e messaggi minatori sparsi sui social e anche nei pressi del luogo di lavoro. C'è tutto questo a fare da sfondo ad una richiesta di rinvio a giudizio per un uomo di 45 anni, accusato di stalking aggravato nei confronti della sua ex fidanzata. La lunga vicenda che lo contrappone alla vittima si sarebbe svolta nel giro di un paio di mesi, a partire dallo scorso marzo, nel comune di Scafati

"Ti devo polverizzare"

La vicenda prende piede quando la vittima decide di rompere la sua relazione. Ma il compagno non lo accetta e comincia a picchiarla con calci e pugni, così come viene contestato dalla procura di Nocera Inferiore. Ma non si limita solo questo, bensì anche a pedinarla, seguirla di continuo, sotto casa, con decine di telefonate ad ogni ora del giorno. A questi comportamenti, l'imputato perseguita la donna anche in altro modo. Sui social ad esempio, quando sul proprio profilo Instagram pubblica un messaggio dal contenuto minatorio e minaccioso, con la foto di un martello: "Te lo dimostro dovessi dimenticarti con tutta la violenza possibile te la polverizzo la schiena, vir o' martiell? E' per te, non scappare, codarda, questa è la tua seconda vertebra, fammi vedere se la tua famiglia tiene le palle, io ce le ho, e lo sai troppo bene anche davanti ai carabinieri, ti faccio la pelle. Ti aspetto". 

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I messaggi con la bomboletta

Oltre a ciò, l'uomo con una bomboletta spray di colore nero, in un'altr aoccasione, imbrattò il marciapiede adiacente all'ingresso di un negozio di parrucchieri di Scafati, scrivendo anche sul vetro della porta d'ingresso e disegnando una croce sul muro esterno di fianco all'ingresso di un negozio di alimentari, con la scritta: "Morirai", seguito dal cognome della ragazza. E ancora, nei pressi del liceo "Renato Caccioppoli", l'imputato riportà sul muro altre parole dal tono offensivo, abbinate al numero di cellulare della donna. Quest'ultima sporse più di una denuncia ai carabinieri, i quali partirono poi con le prime indagini fino alla chiusura dell'inchiesta da parte della procura. Ora il vaglio del gip, prima della fissazione dell'eventuale processo.

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