Coinvolto in inchieste per traffico di droga, lascia il carcere lo scafatese Starita

La decisione è arrivata dal giudice di Sorveglianza del Tribunale di Salerno, in accoglimento dell’istanza presentata dai legali: decisiva è stata la perizia sulle sue condizioni di salute, con un problema cardiaco incompatibile con il carcere

È stato scarcerato per motivi di salute e rimesso agli arresti domiciliari con la modalità del braccialetto elettronico lo scafatese Vincenzo Starita, ritenuto pusher di riferimento nell'area tra Scafati, Torre Annunziata e Boscoreale. La decisione è arrivata dal giudice di Sorveglianza del Tribunale di Salerno, in accoglimento dell’istanza presentata dai legali di fiducia Teresa Sorrentino e Massimo Autieri: decisiva è stata la perizia sulle sue condizioni di salute, con un problema cardiaco risultato incompatibile con la struttura detentiva del carcere cuneese di Saluzzo, in Piemonte, sprovvisto di adeguato reparto ospedaliero-sanitario, senza la presenza nelle vicinanze di un presidio medico in grado di assicurare cure ed eventuale degenza.

I dettagli

Nelle scorse settimane l'uomo era stato raggiunto da due richieste di pena nell’ambito di due diversi procedimenti penali pendenti davanti a due tribunali, uno dei quali, a Salerno, riguarda il suo ruolo di spicco nel sistema di spaccio di stupefacenti, con la requisitoria pronunciata dalla pm Elena Guarino della DDA a venti anni di carcere. La prima inchiesta era del 2019 e proseguita a febbraio scorso, con l'inchiesta riguardante fatti commessi fino al novembre 2019, e gli accertamenti partiti dai controlli su Starita, pregiudicato ritenuto contiguo alla criminalità organizzata dell’Agro, già sotto accusa negli anni passati per reati analoghi, a gestire un traffico di cocaina, hashish e marijuana. La scorsa primavera, invece, era giunto alla fase esecutiva delle ordinanze un altro procedimento, partito dalla procura di Torre Annunziata, contro un gruppo nutrito di spacciatori che avevano organizzato una efficiente filiera, affidandosi proprio a Starita, dalle intercettazioni individuato come uno specialista della marijuana, in grado di occuparsi dell’approvvigionamento anche per conto di potenti clan torresi. I problemi di cuore, in questo frangente, gli hanno restituito una parziale libertà, con la misura del carcere imposta in fase cautelare superata dalle sue condizioni di salute.

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