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Abusi sessuali e maltrattamenti alla figlia piccola: padre condannato a 8 anni di carcere

La piccola si confidò con un'amica a scuola, che a sua volta allertò servizi sociali e carabinieri. Oltre alla violenza, la minore era costretta a lavarsi con acqua fredda e a mangiare male. In classe non aveva nemmeno i libri di testo

Non solo avrebbe abusato di lei, ma l'avrebbe trascurata, accudendola e facendola crescere in malo modo, obbligandola a lavarsi con acqua fredda e a mangiare male. Con le accuse di violenza sessuale su minore e maltrattamenti, il tribunale di Nocera Inferiore ha condannato in primo grado ad 8 anni e 6 mesi di carcere un 53enne di Scafati. La vicenda trae origine da quanto raccolto dai carabinieri nel 2012, quando una ragazzina di 8 anni - la vittima - si confida con una sua amichetta a scuola. Brevi e timidi accenni su soprusi consumati dal padre, che fanno scattare nell'amica la volontà di riferire tutto all'insegnante. Da lì, la comunicazione ai servizi sociali e poi ai carabinieri che avviano le indagini. Gli inquirenti non raccolsero tuttavia solo elementi riconducibili ad abusi di tipo sessuale commessi dall'uomo su una delle sue tre figlie, ma anche di un modo di vivere imposto alla minore, configurato poi nel reato di maltrattamenti. La piccola mangiava male ed era costretta a lavarsi con acqua fredda, perchè quella calda "costava". In classe appariva "denutrita" ed era senza i libri di testo. Il collegio del presidente Donnarumma ha condannato l'uomo, al termine della fase dibattimentale, ad una pena in primo grado di 8 anni e 6 mesi di carcere

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