Scafati, in carcere per violenza sessuale ma era uno sfregio della ex: viene assolto

L’imputato, difeso dall’avvocato Edoardo Sorrentino, ha dimostrato nel corso del dibattimento la malafede della sua ex, persona giudicata non credibile rispetto a quanto testimoniato in aula

Era accusato di violenza sessuale, stalking e lesioni nei confronti della ex fidanzata, di origini scafatesi. Reati che lo avevano condotto in carcere per 36 giorni, nel luglio 2015, a Vallo della Lucania, nel reparto specifico per chi commette reati sessuali. Ed era finito ovviamente sotto inchiesta, fino al processo. Giorni fa il tribunale lo ha assolto da tutte le accuse, tranne che per le lesioni, costategli tre mesi di reclusione con pena sospesa. L’imputato, difeso dall’avvocato Edoardo Sorrentino, ha dimostrato nel corso del dibattimento la malafede della sua ex, persona giudicata non credibile rispetto a quanto testimoniato in aula. In passato i due erano stati fidanzati. Fu l'uomo a interrompere la storia perchè la figlia di lei proprio non vedeva di buon occhio quella relazione. Eppure quella che oramai era diventata una ex, decise di denunciarlo per ripicca, contestandogli tra le tante cose anche quella di essere stata violentata. Insieme a minacce e persecuzioni mai avvenute, così come dimostrato durante una testimonianza piena di contraddizioni

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Il solo episodio ritenuto veritiero, come dimostrato in dibattimento, erano le lesioni, ammesse anche dall’imputato stesso: lei aveva spiegato di non aver più visto e sentito il suo ex dalla violenza, ma dai tabulati telefonici erano emerse almeno 20 telefonate di lei giornaliere, tra fine giugno e metà luglio. La presunta vittima lo aveva infine denunciato per due schiaffi presi durante un ultimo litigio, divenuto punto di non ritorno con una serie di circostanze inventate e inserite in una denuncia ai carabinieri. Al termine del processo, il pubblico ministero aveva chiesto per l'imputato la pena di 2 anni per stalking in concorso con le lesioni: i giudici lo hanno invece assolto sia dallo stalking che dalla violenza sessuale, con tre mesi di pena residuale per le lesioni. 

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