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Scandalo "parentopoli" all'Unisa, Tommasetti: "Siamo a disposizione degli inquirenti"

La svolta nell’indagine è arrivato quando il pm Amedeo Sessa ha preso per credibili due lettere dettagliate inviate ad agosto e settembre alla Procura di Nocera Inferiore e alle forze dell'ordine

Lo scandalo “Parentopoli” scoppiato nei mesi scorsi all’università degli studi di Salerno finisce alla ribalta nazionale. Oggi dell’inchiesta avviata dalla Procura della Repubblica di Nocera Inferiore,è tornata ad occuparsi il quotidiano La Repubblica. La svolta nell’indagine, che a fine gennaio aveva già individuato assunzioni amministrative attraverso gare d’appalto costruite su misura per diversi parenti interni (otto gli indagati lo scorso aprile), è arrivato quando il pm Amedeo Sessa ha preso per credibili due lettere dettagliate inviate ad agosto e settembre alla Procura, all’Autorità nazionale anticorruzione di Raffaele Cantone, alla Corte dei Conti, ai carabinieri, alla finanza e a due quotidiani locali.

A seguito della pubblicazione del nuovo articolo il Rettore Aurelio Tommasetti ci tiene a precisare che “il 7 novembre scorso abbiamo ricevuto dalla Procura di Nocera la richiesta di acquisizione di atti relativi a 11 posizioni, riferite a bandi per assegni e dottorati di ricerca. L’amministrazione, il giorno 18 novembre, ha inviato alla Procura la documentazione richiesta, attingendo la stessa dalle proprie banche dati e chiarendo che, per alcuni dei nominativi indicati, non è stato rinvenuto alcun tipo di rapporto contrattuale con l’Ateneo, né alcuna relativa documentazione. Tralasciando ogni valutazione sulla circostanza che si tratta di indagini scaturite da esposti anonimi – aggiunge Tommasetti – ribadisco la massima disponibilità, mia e dell’Amministrazione, alla collaborazione con gli organi inquirenti, nella convinzione che, qualora emergessero elementi di irregolarità, l’Ateneo non potrà che trarre beneficio dallo svolgimento dell’attività di indagine. La nostra azione di governo – conclude - rimane come sempre improntata alla trasparenza, alla difesa del merito, alla tutela dell’istituzione”.

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