Ombre sulla proprietà de La Città: giornalisti in piazza, solidarietà dall'Ordine e dal sindaco

Il sindaco di Salerno: "Non tocca a me entrare nei meccanismi societari ma è utile avere corrette relazioni sindacali perché i giornalisti vengano informati su ciò che si sta facendo e si intende fare"

Uno dei volantini

"Niente ombre sulla gestione de La Città. Chiarezza e trasparenza: ...di chi è la proprietà?" e "I giornalisti de La Città ringraziano l'ingegnere De Benedetti per il regalo dei 20 anni. Con questi messaggi scritti su striscioni di protesta i giornalisti del quotidiano La Città, il primo in provincia di Salerno per diffusione, hanno manifestato stamattina il proprio dissenso per la mancanza di trasparenza nella gestione societaria con cambiamenti di compagine sociale "avvenuti - aggiungono - in violazione della legge e senza alcuna preventiva comunicazione agli organismi sindacali nazionali e regionali". I giornalisti vivono giorni di grande instabilità e tribolazione.

Lo sciopero

Il quotidiano non sarà in edicola fino a lunedì 30 ottobre. Questa assenza è conseguenza dello sciopero di 3 giorni, da venerdì 27 a domenica 29 ottobre, proclamato dall'assemblea dei redattori. Stamattina in piazza Sant'Agostino, a pochi passi dalla sede del quotidiano, si è tenuto un presidio di protesta, alla presenza del presidente regionale dell'Ordine dei Giornalisti, Ottavio Lucarelli, e del Sindacato Unitario dei Giornalisti della Campania, rappresentato dal segretario Claudio Silvestri. I giornalisti hanno chiarito i motivi della vertenza. "L'assemblea dei redattori de La Città  -si legge nel documento - ha proclamato tre giorni di sciopero dopo la decisione dell'azienda di rispondere con la disdetta del tavolo sindacale sugli ammortizzatori sociali alla giornata di sciopero indetta il 26 ottobre per la condotta antisindacale della stessa. L'azienda, infatti, non ha comunicato (in violazione della normativa) né il mutamento della composizione societaria né la cessione della testata ad altra società totalmente partecipata da una fiduciaria e quindi con proprietà schermata. Al momento i giornalisti non sono a conoscenza di chi sia il reale proprietario della testata, né hanno ricevuto risposta in tal senso al tavolo congiunto tenutosi alla presenza del comitato di redazione e delle organizzazioni sindacali regionali e nazionali". Solidarietà anche dal presidente dell'Ordine Nazionale dei Giornalisti, Carlo Verna.

L'appello

In considerazione della gravità delle condotte aziendali, e dell'assoluta mancanza di risposte, i giornalisti chiedono che a sollecitare la trasparenza nella gestione societaria siano anche i vertici di Confindustria, in particolare il presidente nazionale Vincenzo Boccia, e i vertici di Finegil, che meno di un anno fa hanno ceduto la testata La Città a Edizioni salernitane srl sostenendone e garantendone l'affidabilità. A Finegil i giornalisti chiedono inoltre di verificare se siano stati violati gli accordi tra Finegil stessa ed Edizioni Salernitane srl, in particolare chiedono di chiarire se la cessione della testata da Edizioni Salernitane srl  a un'altra società (cessione formalizzata lo scorso giugno) e la modifica della compagine sociale di Edizioni Salernitane srl (avvenuta lo scorso agosto) erano possibili prima che fosse intercorso un anno dalla cessione del ramo d'azienda La Città da parte di Finegil. Sulla trasparenza e legittimità delle procedure adottate da Edizioni salernitane srl si chiede inoltre una verifica da parte dell'Agcom (Autorità per le garanzie nelle comunicazioni). "Bisogna accendere i riflettori e chiarire cosa c'è dietro questa proprietà schermata. Ci sono gravissime violazioni e saremo vicini ai giornalisti de La Città. Chi vive il contesto campano conosce le persone e dunque c'erano preoccupazioni evidenziate già un anno fa, al momento della trattativa", ha concluso il presidente dell'Ordine della Campania, Ottavio Lucarelli.

La solidarietà del sindaco di Salerno, Vincenzo Napoli:


"Bisogna seguire con grande zelo ed attenzione ciò che accade nel mondo dell'editoria, abbiamo particolarmente a cuore la stampa cittadina. Vedo volti amici e cari che talvolta con severità e in altri casi con indulgenza hanno raccontato le vicende di Palazzo di Città. Bisogna salvare la pluralità dell'informazione e trovare tutti gli espedienti e possibilità di lotta per impedire che una sola voce vada persa.  Non tocca a me entrare nei meccanismi societari ma è utile avere corrette relazioni sindacali perché i giornalisti vengano informati su ciò che si sta facendo e si intende fare. Ho a cuore le sorti della stampa cittadina perché ho a cuore la libertà di stampa. Tanti giornalisti hanno messo in campo la propria professionalità con mille sacrifici per garantire credito negli anni a questa testata. E' un patrimonio che non va sciupato con azioni discutibili che vanno ovviamente tutte valutate".
 

Leggi>>>La vicinanza dei politici
 

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