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Sala Consilina, le lavoratrici delle mense scolastiche proclamano lo sciopero

Le dipendenti del servizio refezione scolastica incroceranno le braccia anche per protestare per il mancato pagamento di ben tre mensilità arretrate a partire dallo scorso mese di novembre

Anche le lavoratrici impegnate sull'appalto di refezione delle scuole di Sala Consilina aderiranno allo sciopero nazionale che si terrà il 5 febbraio prossimo.Infatti, oltre a condividere con gli altri 50 mila addetti del settore della Ristorazione Collettiva (refezione in appalto di asili nido, scuole, ospedali, case di riposo, mense aziendali e intraziendali, ecc. ...) l'assenza da ormai 32 mesi di un Contratto Collettivo Nazionale, per il cui rinnovo non è stato possibile raggiungere alcun accordo, le lavoratrici lamentano situazioni particolari di un appalto considerato “molto travagliato e complesso”, specie negli ultimi anni.
    
In merito al rinnovo del Contratto le richieste avanzate sono chiare: una riduzione del costo del lavoro, la revisione peggiorativa della clausola sociale che garantisce il mantenimento del personale nei cambi di appalto, un abbassamento delle tutele collettive ed individuali, aumenti retributivi irrisori. La Filcams Cgil, insieme alle altre organizzazioni sindacali nazionali, ha dichiarato la propria “indisponibilità ad intervenire sugli istituti contrattuali nei termini proposti delle associazioni datoriali perché il risultato porterebbe ad un sostanziale ed ingiustificato arretramento della condizione delle lavoratrici e dei lavoratori e li priverebbe della legittima tutela del potere d’acquisto dei loro salari”. A fronte dell’impossibilità di proseguire nelle trattative e per sostenere la vertenza aperta da ormai 32 mesi, è stato proclamato lo sciopero per l’interna giornata lavorativa. 
    

Inoltre le lavoratrici del servizio refezione scolastica di Sala Consilina il 5 febbraio incroceranno le braccia anche per protestare per il mancato pagamento di ben tre mensilità arretrate a partire dallo scorso mese di novembre. E per esprimere le forti preoccupazioni che accompagnano l'attuale fase di cambio appalto, benchè grazie all'opera della Filcams-Cgil di Salerno e la disponibilità dell'amministrazione comunale il bando preveda le clausole di salvaguardia per le tutele occupazionali e reddituali del personale attualmente in forza.
 

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