menu camera rotate-device rotate-mobile facebook telegram twitter whatsapp apple googleplay

"No alla privatizzazione”: scatta lo sciopero dei lavoratori di Poste Italiane

Marco Vincenzo (Cisl): "Contestiamo il progetto di privatizzazione del Ministero dell'Economia, in quanto con la sua uscita definitiva dall'azionariato di Poste Italiane muta completamente gli assetti societari e il controllo pubblico"

Indetto uno sciopero nazionale che si terrà a carattere regionale, per l’intera giornata del 4 novembre per protestare contro la privatizzazione delle Poste Italiane e per difendere il futuro dei dipendenti e la salvaguardia della qualità del servizio. La Slp Cisl di Salerno è pronta a partecipare alla  mobilitazione: circa 1000 i lavoratori della provincia salernitana che prenderanno parte al presidio di Napoli, dove è prevista la presenza di circa 5mila lavoratori, provenienti da tutta la regione Campania. La partenza con pullman ed altri mezzi è prevista alle ore 8  da Salerno, dall’ingresso della tangenziale di Pastena. A Napoli, quindi, il concentramento alle ore 9,30 a piazza Mancini e con corteo di arrivo a piazza Matteotti. Comizio finale, dunque, dei segretari di categoria Slc Cgil, Slp Cisl, Failp, Cisal, Confsal Com e Ugl.

Contestiamo il progetto di privatizzazione del Ministero dell'Economia, in quanto con la sua uscita definitiva dall’azionariato di Poste Italiane, muta completamente gli assetti societari e il controllo pubblico in Poste Italiane. Con questa azione si perde l’unicità aziendale e in più Poste Italiane si svende!. Per questo deve rimanere a maggioranza pubblica”, ha detto Marco Vincenzo, segretario generale della CISL Lavoratori Poste Salerno. “Poste italiane è una eccellenza dei servizi del nostro Paese. In 20 anni da carrozzone di Stato è diventata  una prospera  azienda con floridi ed attivi bilanci. Piuttosto si utilizzino gli utili di bilancio per rendere più efficienti i servizi e le condizioni di lavoro-  spiega il leader dei lavoratori postali salernitani- In molte regioni  il servizio è in affanno e la situazione potrebbe peggiorare con l'avvio della distribuzione a giorni alterni prevista nel piano di riorganizzazione dell’azienda. C’è anche da garantire il mantenimento dei livelli occupazionali. Queste sono le motivazioni che ci hanno indotto a lanciare una fase di forte mobilitazione”, conclude Vincenzo.
 

Argomenti
Condividi
In Evidenza
social

Salerno: San Matteo ed il miracolo dei leoni del Duomo

Attualità

Vaccinazioni in Campania, al via le adesioni degli “over 60”

Ultime di Oggi
Potrebbe interessarti
In primo piano
Torna su

Canali

SalernoToday è in caricamento