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Una fase del corteo

Una fase del corteo

Sciopero scuola, in mille al corteo in piazza Vittorio Veneto

Corso Vittorio Emanuele è stato poi letteralmente "invaso" da studenti e lavoratori della FLC Cgil: la pioggia battente ha quindi dimezzato il numero dei partecipanti

Studenti provenienti non solamente da Salerno città ma anche da diverse zone della provincia (Sarno, Cava de' Tirreni, Mercato San Severino, Baronissi, Nocera Inferiore per citare alcuni comuni) hanno preso parte al corteo organizzato dalla FLC Cgil contro i tagli alla scuola. Partenza alle 9 da piazza Vittorio Veneto: una marea di persone ha letteralmente "invaso" corso Vittorio Emanuele, che per fortuna è zona pedonale. Fischietti, striscioni, cori: in piazza insieme ai lavoratori del comparto scuola della FLC Cgil per dire "no" ai tagli della Spending Review del governo Monti, che al sindacato non piacciono così come non erano piaciuti quelli decisi dal governo Berlusconi.

Corteo reso "difficoltoso" dalla pioggia battente che in queste ore si è riversata su Salerno città e sul territorio provinciale: disagi al traffico veicolare all'incrocio tra la zona pedonale di corso Vittorio Emanuele e via Santi Martiri Salernitani al momento del passaggio del corteo, al quale hanno aderito in tantissimi nonostante appunto le avverse condizioni atmosferiche. Il numero dei partecipanti, un migliaio all'inizio, è inevitabilmente diminuito a causa della pioggia.

"Ribadiamo il nostro no ai tagli e chiediamo che vengano assegnate adeguate risorse al comparto scuola - ha dichiarato Angelo Capezzuto, segretario provinciale della FLC Cgil Salerno - va inoltre sbloccata la situazione dei contratti nazionali di lavoro e, per quanto riguarda il nostro territorio, bisogna che ci sia una giusta assegnazione di personale docente e personale ATA nelle scuole".

A fargli da eco, migliaia di studenti del "Severi", del "Menna" e di altre scuole di Nocera e Pagani che hanno urlato all'unisono le ragioni della protesta: "Noi non siamo in vendita - hanno tuonato i ragazzi - La scuola, così come l'hanno ridotta, non ci appartiene più: ci opponiamo anche alla legge 953, l’ex Pdl Aprea, che di fatto sancisce l'entrata dei privati, mortificando le rappresentanze studentesche e la partecipazione".
 

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