Alternanza scuola-lavoro: studenti salernitani in sciopero

Il corteo di pacifica protesta, partito stamattina da piazza Vittorio Veneto, ha coinvolto quattromila alunni. Arrivo a piazza Portanova e poi sit-in davanti alla Camera di Commercio

La protesta degli studenti

Striscioni colorati, fischietti, cori da stadio e un pensiero comune: "L'alternanza scuola-lavoro non deve essere semplice manovalanza non retribuita per il profitto delle aziende". Gigi Cannavacciuolo, coordinatore regionale Unione degli Studenti, è uno dei portavoce della protesta studentesca che stamattina ha preso forma attraverso il corteo da piazza Vittorio Veneto a piazza Portanova. In strada almeno 3500, forse 4000 giovani - stimano le forze dell'ordine -  per rivendicare "un’alternanza che sia di qualità e formativa". Gli studenti hanno raggiunto Salerno da ogni angolo della provincia, pure in pullman organizzato da Sala Consilina. Sono arrivati in metro, in sella alle biciclette e agli scooter, con l'autostop ed a piedi. La manifestazione era autorizzata e le forze dell'ordine hanno vigilato: qualche colorato e rumoroso eccesso di zelo è stato stroncato sul nascere con un richiamo che ha raggiunto, per il tramite degli organizzatori, la parte del centrale del corteo.

Gli striscioni

I primi metri di stoffa, in qualche modo provocatori, sono stati srotolati da alcuni studenti salernitani: "Per il lavoro a nero non c'è speranza: ormai lo Stato lo chiama alternanza". Lo striscione che ha aperto il corteo - vernice colorata su telo giallo - recitava: "E' il nostro tempo: riprendiamolo!. Sciopero dall'alternanza", a firma Uds. Poi il coro: "Lo studente non va sfruttato, il nostro lavoro deve essere pagato". Durante il passaggio del corteo, sono state chiuse al traffico via dei Principati, via Santi Martiri, via De Felice. I manifestanti hanno raggiunto piazza Portanova, poi si sono riuniti in assemblea studentesca, hanno formato una "catena studentesca" - come l'hanno definita gli organizzatori - e sono arrivati davanti al palazzo della Camera di Commercio per un sit-in.

I motivi della protesta

"Riteniamo l'alternanza uno sfruttamento, almeno così come la viviamo oggi. E' lavoro gratuito - ha ribadito Gigi Cannavacciuolo, coordinatore regionale Uds - Abbiamo un nostro statuto con diversi punti salienti: lo studente non deve essere inserito nei processi produttivi, deve formarsi e non lavorare; vogliamo decidere anche noi sui percorsi di alternanza e vogliamo la gratuità; chiediamo l'istituzione di commissioni all'interno delle scuole per far sì che questo accada; deve esserci un codice etico all'interno delle aziende nelle quali noi dobbiamo andare. Basta sgravi fiscali per le aziende che si propongono per lo svolgimento dei percorsi di alternanza scuola lavoro e che dettano i tempi della nostra vita, basta agli accordi con le multinazionali e basta al definanziamento della scuola pubblica. Per tutte queste ragioni effettueremo uno sciopero al rovescio, pratica sindacale attuata dagli operai della Sicilia a metà degli anni 50’: consisterà non solo in una mobilitazione di massa ma anche in tutta una serie di momenti di attivazione nelle piazze (concerti,assemblee pubbliche, workshop e flash mob) per riprenderci il tempo che questo modello produttivo ci sottrae. Vogliamo riportare la scuola al centro del dibattito". 

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