Martedì, 21 Settembre 2021
Cronaca

Ritorno a scuola al tempo del Covid, lettera aperta di una docente precaria: "Autorizzate i test salivari"

Aggiunge: "Non vogliamo essere definiti no-vax. Non è possibile svolgere tamponi molecolari ogni 48 ore. Sta alla sensibilità di ognuno di noi se contribuire a questa campagna vaccinale oppure avere delle riserve fino a quando la scienza medica non offrirà maggiori garanzie"

Il nuovo anno scolastico è alle porte e persistono i dubbi non solo delle famiglie ma anche di tanti docenti, al tempo del Covid. E' necessario ripartire in sicurezza: lo dicono tutti, lo chiedono le istituzioni. In che modo? Riceviamo e pubblichiamo il punto di vista di una nostra lettrice, Claudia Forbelli, una docente precaria della sua secondaria. La signora autorizza Salerno Today a divulgare le sue generalità. E dice: "Se trovo il coraggio di espormi, lo faranno anche altri".

La lettera

"Sono una docente precaria della scuola secondaria. Faccio parte di un movimento di insegnanti che lotta per la tutela dei diritti fondamentali, sorto anche attraverso i social network. Dal giorno 1 settembre 2021, la Certificazione verde Covid-19 sarà richiesta in Italia per il personale scolastico e universitario e gli studenti universitari. La Certificazione deve attestare di aver fatto almeno una dose di vaccino oppure essere risultati negativi ad un tampone molecolare antigenico o rapido nelle 48 ore precedenti oppure essere guariti da Covid-19 nei sei mesi precedenti. Noi docenti non vogliamo essere chiamati no-vax: pretendiamo chiarezza sui vaccini sui quali è lecito avere dubbi e timori. Questo è un provvedimento che coinvolge non solo gli insegnanti ma anche i collaboratori scolastici, assistenti amministrativi, siamo contrari al green pass e alle normative anticostituzionali contenute nel decreto legge 111/2021, il quale prevede che il personale della scuola o delle università sprovvisti di Certificazione verde Covid-19 subiranno la sospensione del rapporto di lavoro e non riceveranno alcuna retribuzione".

Lo scenario

"È vero che chi fa il vaccino ha meno probabilità di ammalarsi, ma il tampone antigenico non può rappresentare l'unica alternativa. Il problema non è la caccia all'untore ma la salvaguardia dei diritti. Sta alla sensibilità di ognuno di noi se contribuire a questa campagna vaccinale oppure avere delle riserve fino a quando la scienza medica non offrirà maggiori garanzie. Non ci si può sottoporre ogni 48 ore ad un tampone, mentre chi è vaccinato potenzialmente può contagiare o contagiarsi. Chi controllerà il passaporto verde dei dirigenti scolastici e dsga? Presidi come ispettori per la salute: tutto ciò non è ammissibile, i presidi svolgono un compito di leadership educativa e pedagogica, ogni distrazione potrebbe causare un danno e non può essere individuato il dirigente per un adempimento che non attiene al suo ruolo. Ad oggi in Sardegna, il personale scolastico vaccinato rappresenta il 67,07%, una tra le regioni d'Italia che annoverano il più basso numero di immunizzati. Manca poco all'inizio del nuovo anno scolastico: sappiamo che l'immunizzazione da sola non è sufficiente per scongiurare l'ipotesi di quarantene e chiusure delle scuole a fronte della positività di studenti, insegnanti o personale degli istituti. I tamponi salivari molecolari possono essere un valido supporto per monitorare la situazione delle comunità scolastiche ed evitare il ricorso alla didattica a distanza. Auspichiamo che le Regioni e la Regione Sardegna possano optare per scelte simili e contare sul sostegno finanziario dello Stato. Noi vogliamo i test salivari a campione sugli studenti che torneranno in classe, ma anche il personale scolastico deve essere coinvolto nello screening. Bisogna scongiurare  la tortura del fastidioso, doloroso e rischioso tampone molecolare ogni 48 ore, qualcosa di disumano! Il test salivare è di semplice utilizzo: il tampone somiglia ad un lecca-lecca che si inserisce in bocca e la spugnetta assorbe la saliva. Noi vogliamo lo screening per tutti, estendiamolo a tutte le scuole".

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