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Campanella e contagi: scatta la profilassi nelle scuole di Salerno, parlano dirigenti e assessore

"Riunione" è la parola d'ordine, in questi giorni di campanella, mascherine, controlli, primi contagi. "Niente panico a scuola ma collaborazione", replica l'assessore comunale all'istruzione, Eva Avossa. Però a Salerno ci sono diverse classi in quarantena o in isolamento prudenziale

"Riunione" è la parola d'ordine, in questi giorni di campanella, mascherine, controlli, primi contagi. "Niente panico a scuola ma collaborazione, perché accusare gli altri e perdere il controllo dei propri comportamenti - replica l'assessore comunale all'istruzione, Eva Avossa - peggiora le cose e non sposta gli equilibri". Però a Salerno ci sono diverse classi in quarantena oppure in isolamento prudenziale. Si ondeggia tra l'ufficioso e l'ufficiale. Ci sono stati anche informali inviti rivolti alle famiglie: temporeggiare, dopo alcuni casi di positività che hanno coinvolto non necessariamente il singolo docente o il singolo alunno (in questo caso la "bolla" e l'isolamento sarebbero scontati e natutale conseguenza) ma persone trasversali al contesto scolastico, cioè che entrano in contatto con tutti, in forza del proprio ruolo. Sono, dunque, in corso screening: si comincia dai docenti e poi a cascata, sui bambini, se dovesse essere rilevata positività al Covid per le maestre. Al momento, scivola sabbia nella clessidra: deve trascorrere un tempo tecnico che è quello della profilassi. L'Asl è stata informata, la prevenzione ma anche i tempi della burocrazia viaggiano su binari spesso paralleli.

Istanza dei genitori all'Asl

Riunioni fiume

Il centralino della scuola Quasimodo è molto sollecitato, in queste ore frenetiche ma anche molto tristi. Risponde una voce gentile e risoluta. Alla richiesta di informazioni su casi positivi e classi in isolamento, ecco la replica: "Preside in riunione. La giornata è lunga". Nuova verifica a Pastena, scuola Gatto. Risposta secca: "Contattate il centralino della scuola Don Milani". Dove purtroppo non è possibile approfondire con il dirigente scolastico: "La preside è in riunione, giornata lunga".

Scuola Calcedonia

"Il caso di positività al Coronavirus, che risaliva a 15 giorni fa, è stato risolto e la classe è rientrata in presenza. Si tratta di una classe di bassa primaria, cioè una delle prime del ciclo d'istruzione - spiega il dirigente scolastico, professoressa Mirella Amato - Per quanto riguarda la scuola secondaria, invece, diversi alunni sono in dad. In due casi, si tratta di alunni che hanno avuto contatti con familiari positivi al Covid. In altri casi, diversi casi, si tratta di alunni fragili. Ma la fragilità è una condizione individuale, che non è legata al virus". I genitori riflettono in queste ore anche sulla necessità di lasciare finestre aperte, durante le ore di lezione in classe. La riflessione accomuna tutte le scuole e per quanto riguarda l'IC Calcedonia, la preside risponde così: "La finestra è aperta, certo. Avviene però per dieci minuti ogni ora. Le insegnanti hanno anche l'opportunità di tenere la porta aperta e lo fanno di continuo, per favorire l'areazione. Quando c'è finestra aperta, i ragazzi indossano il giubbino ma la scuola è costantemente riscaldata. L'areazione è necessaria, prevista dal protocollo che è a propria volta varato dal Comitato tecnico scientifico. C'è stata anche qualche classe che ha chiesto di svolgere lezione all'aperto, in cortile, in ragione degli ampi spazi dei quali usufruiamo. Non solo lezione ma per alcune classi che lo hanno richiesto c'è anche merenda all'aperto. La merenda è il momento nel quale è inevitabile che gli alunni abbassino la mascherina".

Le istituzioni

"Siamo preoccupati ma non nel panico - dice il vice sindaco e assessore comunale alla pubblica istruzione, Eva Avossa - Questi casi ci sono e ci saranno. L'Asl fa la sua parte, riceve segnalazioni e dispone l'isolamento della classe. Se il positivo fosse un collaboratore scolastico, elemento trasversale? Esistono le bolle di isolamento, esistono i controlli. Un bidello non lavora in tutti i piani dell'Istituto. E' una situazione sui generis e solo il controllo e la profilassi, che scattano in automatico, possono darci una valutazione esaustiva. Detto questo, abbiamo effettuato alcune ore fa un nuovo monitoraggio degli Istituti scolastici. Mi sono recata in alcune scuole del centro cittadino e dei quartieri periferici. Non noto disfunzioni: gli alunni indossano la mascherina e c'è cura dell'igiene. C'è continua areazione. Nella scuola Abbagnano, gli alunni che frequentano la prima elementare hanno inventato anche un simpatico rap del buon comportamento. Domani avremo un nuovo incontro con il Prefetto, perché lavoriamo congiuntamente al piano trasporti per prepararci ad accogliere gli alunni della scuola secondaria di secondo grado. La Regione ha potenziato il numero di corse per il trasporto pubblico, coinvolti anche vettori privati. L'obiettivo, però, è disciplinare bene l'arrivo degli autobus in città, per evitare che si generi ingolfamento del traffico. Il panico non aiuta. Servono, invece, responsabilità e attenzione: guai ad abbassare la guardia, perché significherebbe sottovalutare un problema, figlio dell'emergenza che viviamo. Il mio plauso va ai docenti: hanno triplicato gli sforzi, lavorano in Dad e in presenza. La tecnologia non è più soltanto potenziamento della didattica, ma quotidiano strumento di lavoro".


 

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