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Covid e scuole: le Regioni chiedono a Conte di far suonare la campanella a gennaio

Lo ha riferito il presidente della Regione Liguria, Toti, intervenendo a nome di tutti i governatori. Le Regioni, quindi, hanno ribadito il proprio "no" alla ripresa anticipata della didattica in presenza, ventilata dal governo per il 9 dicembre

"Ritornare tra i banchi di scuola, in presenza, non prima del 7 gennaio". Ecco la richiesta delle Regioni al governo, durante il confronto che si è tenuto oggi, alla presenza del ministro per gli Affari Regionali, Boccia, e della Salute, Speranza.

I dettagli

"Le regioni unanimamente hanno ritenuto di suggerire al governo di procrastinare al 7 gennaio ogni riapertura della didattica in presenza per chi è ancora oggi in didattica a distanza". Lo ha riferito il presidente della Regione Liguria, Toti, intervenendo a nome di tutti i governatori. Le Regioni, quindi, hanno ribadito il proprio "no" alla ripresa anticipata della didattica in presenza, ventilata dal governo per il 9 dicembre. Ritengono, invece, che si tratti di una mossa inopportuna, alla vigilia della pausa festiva delle scuole per il periodo natalizio. Le Regioni si sono opposte, "in assenza di un programma di scaglionamento degli ingressi e in assenza di un servizio pubblico".

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