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Smaltimento illecito di reflui e affumicatura pericolosa: sequestrato un caseificio nel salernitano

Sequestrata l’area di circa 10.000 metri quadri nonché il caseificio e le attrezzature in esso presenti, i vari locali, depositi e strutture sulle quali sono in corso verifiche dal punto di vista urbanistico, per un valore complessivo di circa due milioni

Nuova operazione, all'alba del 3 aprile, a tutela dell’ambiente da parte dei militari della Guardia di Finanza di Eboli e del personale del Nucleo Provinciale Guardie Giurate Accademia Kronos di Salerno, nell'ambito della campagna nazionale “Io faccio la mia parte”. Sono stati, infatti, individuati i responsabili di un vasto fenomeno di inquinamento di un canale consortile nel quale venivano illecitamente smaltiti fanghi e reflui della lavorazione del latte.

I reflui

Il personale tecnico delle Guardie AK, dopo una accurata attività ispettiva del canale, ha  trovato le condotte interrate attraverso le quali venivano illecitamente smaltiti i reflui inquinanti che, dopo un percorso di qualche chilometro, andavano ad immettersi nel fiume Sele (Area della Riserva Naturale Foce Sele Tanagro). A seguito di tale iniziale scoperta, i militari della Guardia di Finanza ed il personale tecnico AK hanno controllato la struttura dalla quale si originavano i reflui. Passato al setaccio, dunque, il noto caseificio nel quale si effettuava la lavorazione del latte e dei suoi derivati al fine di produrre varie tipologie di prodotti: i militari ed il personale tecnico AK grazie alla loro specifica competenza ed all’impiego di particolari coloranti (fluoresceina) sono riusciti a portare alla luce il sistema di condotte interrate tramite le quali da tempo, venivano illecitamente smaltiti i reflui ed i fanghi inquinanti.

L'affumicatura

Sono state, poi, identificate oltre 15 persone ed accertate altre violazioni in materia di gestione di rifiuti speciali pericolosi e non pericolosi a seguito della quale il titolare dell’opificio industriale ed uno dei responsabili dell’impianto sono stati denunciati a piede libero. Il personale intervenuto ha scoperto anche la presenza di locali in evidente stato di abbandono e degrado destinati abusivamente all’affumicatura di prodotti derivati dal latte, all’interno dei quali erano presenti rifiuti di varia natura (plastica, indumenti e materiali legnosi verniciati) impiegati presumibilmente per affumicare vari prodotti a seguito di combustione. I militari della Guardia di Finanza di Eboli hanno, dunque, allertato l'ASL competente per territorio che prontamente giunta sul posto, ha effettuato dei prelievi di campioni di prodotto fresco posto in vendita, al fine di valutare la presenza di sostanze inquinanti ed in particolare idrocarburi policiclici aromatici (IPA) alcuni dei quali sono classificati dall’IARC come cancerogeni accertati. Dunque, la Guardia di Finanza ha sequestrato l’area di circa 10.000 metri quadri nonché il caseificio e le attrezzature in esso presenti, i vari locali, depositi e strutture sulle quali sono in corso verifiche dal punto di vista urbanistico, per un valore complessivo di circa due milioni di euro, nonché dei fatiscenti locali nei quali veniva presumibilmente effettuata l’affumicatura, nonostante il caseificio disponesse di prodotti di libera vendita quale il “fumo liquido” "un prodotto che benchè allo stato puro sia classificato come liquido pericoloso e corrosivo, con numerose controindicazioni, viene largamente impiegato dalle industrie alimentari e nei caseifici per affumicare artificialmente i prodotti caseari tramite nebulizzazione o immersione nella soluzione liquida", si legge sulla nota stampa.

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