Cronaca

Caso Crescent: ecco tutte le ragioni per cui è stato sequestrato

Lo spiega il gip di Salerno, Donatella Mancini, come riportato da ll Corriere: diverse le accuse rivolte al Comune. Intanto il sindaco rende pubblico l'avviso di garanzia

Crescent

"Ho pubblicato, sul mio sito personale e su quello del Comune di Salerno, l'informazione di garanzia notificatami ieri, affinché tutti possano rendersi conto di cosa si tratta. La vicenda del Crescent deve diventare occasione per un dibattito politico nazionale a 360 gradi sui temi della trasformazione urbana''. Queste le parole del sindaco e viceministro Vincenzo De Luca, riportate in un post pubblicato su Facebook, "Occorre decidere in maniera definitiva se in questo paese la trasformazione urbana è possibile oppure no - aggiunge - se l'Italia deve rimanere un paese mummificato e in declino o entrare nella modernità come altri paesi d'Europa e del mondo'', ha concluso, rendendo, così, noto l' avviso di Garanzia.

Lo stesso sindaco su Radio Alfa, ha osservato: "Sulla vicenda si stava già per pronunciare il Consiglio di Stato: allora perchè non aspettare? In questo modo si rischia di scoraggiare gli investimenti dei privati - incalza - Noi possiamo solo aprire cantieri. Potremmo limitarci a pagare gli stipendi ai nostri dipendenti. Sarebbe bello, tutti sereni e tranquilli, ma poi la città morirebbe".

"Non sembra sostenibile che le decisioni del Comune fossero conseguenza di scelte compiute in vista di un interesse pubblico, infatti aver consentito la realizzazione del Crescent senza il rispetto delle procedure, manifesta semmai l'intenzione degli amministratori comunali di assicurare a tutti i costi la realizzazione dell'imponente opera e rende al contempo plausibile l'ipotesi che si volessero beneficiare i privati, sia nel senso di consentire loro di realizzare solo la parte residenziale privata, l'unica effettivamente lucrativa, sia nel senso di abbatterne i costi di realizzazione a scapito della finanza pubblica". Lo ha scritto il gip di Salerno, Donatella Mancini, a proposito del sequestro del Crescent, come riportato da ll Corriere.

La violazione della procedura riguarda l'autorizzazione paesaggistica che, con una nota del 14 luglio 2008, De Luca, l'ex soprintendente Zampino e il funzionario Villani avrebbero rilasciato, attestando il silenzio-assenso del comitato tecnico-scientifico del Ministero dell'Ambiente necessario per autorizzare l'avvio dei lavori di demolizione del Jolly Hotel. Ma, secondo quanto riporta sempre Il Corriere, il Gip precisa che "la circostanza non è veritiera", in quanto il 6 agosto 2008 la Regione aveva scritto al soprintendente che il parere del comitato poteva essere richiesto solo dal segretario generale o dal direttore generale del Ministero e che a Roma, da Salerno, non era stata trasmessa nessuna richiesta di parere.

Come se non bastasse, pare che il Comune abbia avviato i lavori prima ancora di acquistare parte dell'area del comparto di Santa Teresa dal demanio. Per finire, il Pua approvato dalla giunta De Luca non sarebbe stato conforme al Puc. Gli oneri a carico dei privati avrebbero, in tal modo, gravato sul bilancio del Comune. Queste, dunque, le ragioni alla base del sequestro dell'opera a forma di mezzaluna, disegnata dall'archistar spagnolo Ricardo Bofill che ha fatto incassare ben trenta avvisi di garanzia. Tra gli indagati, Vincenzo De Luca, gli assessori Eva Avossa, Gerardo Calabrese, Luca Cascone, Luciano Conforti, Mimmo De Maio, Augusto De Pascale, Ermanno Guerra, Aniello Fiore, Vincenzo Maraio e Franco Picarone, nonchè l'ex soprintendente Giuseppe Zampino e i suoi funzionari, l'amministratore unico della Crescent srl, Eugenio Rainone, e Maurizio Dattilo, proprietario del Jolly Hotel.

Le reazioni

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