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Lunedì, 16 Maggio 2022
Cronaca Centro / Corso Vittorio Emanuele

Blitz sul Corso di Salerno: odori nauseabondi, chiusa nota friggitoria

Sigilli al negozio di patatine fritte sul Corso Vittorio Emanuele

Chiuso il negozio di patatine fritte sul Corso Vittorio Emanuele. I Carabinieri del Nucleo Operativo Ecologico di Salerno, agli ordini del Capitano Giuseppe Ambrosone, a Salerno, insieme al personale dell'Asl, hanno apposto i sigilli alla nota attività commerciale di friggitoria, eseguendo un decreto di sequestro preventivo d’urgenza emesso dalla Procura della Repubblica, presso il Tribunale Ordinario, a firma del Pubblico Ministero Sostituto Procuratore Roberto Penna, che ha direttamente coordinato le attività di indagine eseguite dai Carabinieri del Noe con il personale del Nucleo Annonaria della Polizia Municipale, i tecnici dell’Arpac e del Dipartimento di Prevenzione Collettiva della Asl.

Nel corso dei controlli e sopralluoghi eseguiti a seguito di esposti pervenuti, è stato accertato che durante l’esercizio dell’attività di friggitoria per la vendita al dettaglio di patatine fritte vi era la produzione ed il versamento in luogo pubblico di vapori, fumi ed odori nauseabondi che molestavano olfattivamente, anche con bruciori alla gola ed agli occhi e talvolta nausea, le persone residenti e i commercianti della zona. Inoltre, sono emerse fastidiose emissioni acustiche, oltre il limite consentito dalla legge. Molte persone hanno raccontato di essere costrette a tenere gli infissi chiusi e di avvertire aria pesante e particolarmente sgradevole da respirare anche per il disgustoso odore di frittura: pure il rumore proveniente dalle macchine esterne dell’attività è risultato intollerabile soprattutto nelle ore notturne.

Come precisato dall'Asl, poi, le esalazioni maleodoranti, penetrando in ambiti confinati, inducono condizioni di insalubrità con conseguente inagibilità dei locali interessati, tra l’altro provocando l’esposizione dei lavoratori a condizioni  microclimatiche non confortevoli tali da contravvenire ai requisiti degli ambienti di lavoro. La stessa attività, secondo l'Asl, è inagibile per il negativo impatto igienico-sanitario sul vicinato. Anche l’impianto di abbattimento adottato è apparso incapace ad eliminare le esalazioni così come si dovrebbe. Sono scattati i sigilli, dunque, per l'esercizio commerciale e per i suoi impianti. Denunciati, infine, i due co-legali rappresentanti della società di gestione, per la violazione penale emersa nel corso del controllo.

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