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Noe, sigilli ad un'isola ecologica di Sarno: 3 indagati

Gli indagati, secondo quanto appurato dalle indagini, consentivano lo scarico illecito delle acque reflue industriali derivanti dall'attività di stoccaggio dei rifiuti depositati a terra in un'area in parte pavimentata ed in parte su nudo terreno

Sigilli all'isola ecologica di Sarno. I carabinieri del Noe, agli ordini del capitano Ambrosone, infatti, questa mattina, insieme ai loro colleghi del reparto territoriale di Nocera Inferiore, hanno apposto i sigilli ad una rea comunale di circa 2.500 metri quadrati adibito a Centro comunale del Servizio e trasporto dei rifiuti solidi urbani. Il sequestro preventivo, effettuato in esecuzione del decreto della dottoressa Pacifico, Gip del Tribunale di Nocera Inferiore, è stata coordinata dal sostituto Procuratore Mafalda Daria Cioncada, della sezione reati ambientali della Procura Nocerina, guidata dal Procuratore Capo Giovanni Francesco Izzo, che ha emesso informazione di garanzia a carico di due funzionari comunali con responsabilità nel settore dei rifiuti, nonché a carico del legale rappresentante della società affidataria del servizio di gestione del ciclo dei rifiuti per il centro raccolta perché, nelle loro rispettive qualità, in relazione alla gestione del Centro Comunale del Servizio di Raccolta e Trasporto di Rifiuti Solidi Urbani.

Gli indagati infatti, secondo quanto appurato dalle indagini, consentivano lo scarico illecito delle acque reflue industriali derivanti dall’attività di stoccaggio dei rifiuti depositati senza alcuna copertura e/o protezione dagli agenti atmosferici a terra in un’area in parte pavimentata ed in parte su nudo terreno. Tali acque, con un sistema di pendenza, venivano convogliate tramite un sistema di condotte nella vasca di sedimentazione per poi essere immesse, illecitamente, nelle tubazioni della rete di acque bianche, dove possono essere immesse solo acque meteoriche, e recapitate nel canale artificiale denominato controfosso e successivamente nel Rio Foce, affluente del Fiume Sarno, il tutto in assenza della prescritta autorizzazione di legge in materia ambientale. Lo stesso Gip, tra l'altro, nel decreto che dispone il sequestro preventivo, ha evidenziato che “la libera disponibilità da parte degli indagati del Centro di raccolta in questione possa agevolare la commissione di altri reati della stessa specie e/o consentire di fatto la prosecuzione dell’illecita condotta e/o l’aggravamento delle conseguenze della stessa, sotto il profilo del rischio alla salute ed alla salubrità ambientale…”

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