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Fisco: proprietà in Sardegna e beni per 200 mila euro sequestrati ad un professionista

Le attività scaturiscono da una verifica fiscale condotta nel 2013 dai finanzieri nei confronti del professionista dedito alle consulenze ambientali e presidente di un consorzio operante nel settore dell’intermediazione di rifiuti

Il Nucleo di Polizia tributaria della Guardia di finanza di Salerno ha sequestrato ad un geometra la multiproprietà di un immobile nei pressi della Costa Smeralda e altri beni, per un valore complessivo di circa 200 mila euro, in esecuzione del provvedimento emesso dal Tribunale del Riesame di Salerno, su richiesta della Procura della Repubblica , all’esito di un’articolata vicenda giudiziaria. Le attività scaturiscono da una verifica fiscale condotta nel 2013 dai finanzieri nei confronti del professionista dedito alle consulenze ambientali e presidente di un consorzio operante nel settore dell’intermediazione di rifiuti. Era stata scoperta un’evasione fiscale di oltre 400 mila euro compiuta nel 2010. Nei confronti del professionista erano stati avviati anche gli accertamenti bancari, con la richiesta di giustificare i movimenti transitati sui conti correnti. Il geometra aveva, infatti, effettuato numerose operazioni, non giustificate contabilmente e che, pertanto, secondo la normativa, erano state qualificate come compensi percepiti in “nero” per importi tali da assumere rilevanza penale, costituendo reato fiscale. Per tali violazioni il Pubblico Ministero aveva richiesto il sequestro sui beni, inizialmente non accolto dal Giudice per le indagini preliminari.

Il Pubblico ministero ha poi impugnato il rigetto dinanzi al Tribunale del Riesame. Nel frattempo, il geometra ha presentato più consulenze tecniche redatte da un commercialista salernitano, nel tentativo di ridurre l’entità dell’evasione addebitatagli e di fornire a posteriori quelle spiegazioni “dimenticate” durante il controllo. In particolare, per giustificare i movimenti bancari, sono state invocate operazioni di cambio assegni, prestiti familiari, depositi cauzionali e altre attività non aventi rilevanza fiscale. L’attento esame di tali consulenze, svolto dall’Autorità giudiziaria insieme alle Fiamme gialle, ha infine consentito di “smascherare” in sostanza le giustificazioni apparenti fornite dal professionista: il Tribunale del Riesame, accogliendo le richieste della Procura della Repubblica di Salerno, ha disposto il sequestro di beni mobili ed immobili per un valore corrispondente all’imposta evasa, così come previsto dalla norma sul sequestro preventivo e per equivalente. Il provvedimento ha così permesso di bloccare all’indagato beni per un valore effettivo di circa 200 mila euro, tra cui una multiproprietà in un’esclusiva località turistica nei pressi della Costa Smeralda, depositi su conti correnti bancari, fondi comuni d’investimento, dollari USA trovati all’interno di cassette di sicurezza e quote di partecipazione in società e polizze assicurative.

 

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