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Caso Malzone, morì dopo 12 giorni di Tso: 7 medici indagati a Sant'Arsenio

L’accusa per i medici è di aver tenuto comportamenti “negligenti ed imprudenti nonché omissivi del monitoraggio del profilo cardiologico del paziente durante il trattamento farmacologico neurolettico”

Sette medici indagati per la morte di Massimiliano Malzone, il 39enne di Montecorice deceduto l’8 giugno del 2015 nel Centro di Igiene Mentale dell’ospedale di Sant’Arsenio. L'uomo si trovava lì ricoverato per il Trattamento Sanitario Obbligatorio.

I fatti

Circa 15 giorni fa, infatti, il Gip presso il Tribunale di Lagonegro aveva respinto la richiesta di archiviazione delle indagini sulla sua morte. Massimiliano Malzone morì dopo 12 giorni di TSO: ai familiari fu consegnato uno zaino contenente delle maglie intime sporche di urina. Così, i parenti, insospettiti, sporsero denuncia: dalla relazione del medico legale emerse che il 39enne fu sottoposto a contenzione fisica, ma non continua e mai con il blocco di tutti gli arti. Malzone morì in seguito ad un arresto cardiaco provocato dall’azione di una serie di medicinali che gli erano stati somministrati.

L'accusa

L’accusa per i medici è di aver tenuto comportamenti “negligenti ed imprudenti nonché omissivi del monitoraggio del profilo cardiologico del paziente durante il trattamento farmacologico neurolettico”. Si indaga, dunque, per comprendere se la morte del 39enne sia stata o meno una conseguenza diretta dell’azione sinergica dei vari medicinali neurolettici somministrati.

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