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Cronaca Centro / Piazza Vittorio Veneto

Pride, il giorno della parata: musica, carri e colori per le vie del centro

Sul palco di piazza Amendola Vladimir Luxuria e Alessandro Cecchi Paone, che ha lanciato la sua provocazione: "Vorrei fare la doccia con i calciatori e far cadere la saponetta". Tremila i presenti, duemila per la questura

Un corteo colorato e scanzonato quello del Gay Pride che ha sfilato sabato pomeriggio per le strade di Salerno. Almeno tremila secondo gli organizzatori (e duemila per la questura) le persone giunte non solo da tutta la Regione, ma anche dalla Sicilia, dalla Puglia, da Torino e da altre parti d'Italia. Il tutto si è svolto, regolarmente, sotto l'occhio attento di carabinieri, polizia e vigili urbani. Dopo il raduno in piazza Vittorio Veneto, il corteo si è snodato su corso Vittorio Emanuele per poi deviare verso il lungomare: lievi disagi al traffico veicolare ma momentanei: la parata si è infatti spostata sul lungomare cittadino, permettendo il transito dei veicoli. Madrina dell'evento Vladimir Luxuria che, dal palco di piazza Amendola, ha detto: "Quello di oggi è l'esempio del Sud migliore. Oggi, sfilando in migliaia, abbiamo dimostrato di avere la forza di sentirci felici, felici di quello che siamo".

A scaldare la folla anche il giornalista e scrittore Alessandro Cecchi Paone, presente già in mattinata alla Libreria Guida di Salerno per presentare il suo libro "Il campione innamorato - Giochi proibiti dello sport". "Mi sento - ha detto Cecchi Paone - un salernitano di adozione, quindi mi farebbe piacere, sempre se i dirigenti del Salerno Calcio mi vorranno accontentare, di poter entrare in campo alla fine di qualche partita e vedere la reazione dei tifosi dinanzi ad un gay. In seconda istanza, mi piacerebbe poter entrare in uno spogliatoio e fare la doccia con i giocatori. Porterei pure la saponetta e la farei anche cadere. Questo per far capire che non accadrebbe nulla perché noi gay viviamo una vita normale, frequentiamo palestre, spogliatoi, e qualsiasi luogo che appare inaccessibile per chissà quale preconcetto".

Parata Salerno Pride 26 maggio 2012

Tante associazioni, tante bandiere si sono fuse e confuse all'interno di quella enorme fiumana di gente. C'erano - tra gli altri - il senatore Alfonso Andria, gli assessori Gerardo Calabrese ed Ermanno Guerra, vari consiglieri comunali e il sindaco di Sicignano degli Alburni, Alfonso Amato, l'associazione Famiglie Arcobaleno, I Radicali, l'Associazione Luca Coscioni, i Giovani Democratici e l'associazione "Mondi Sospesi" di Napoli, un gruppo di credenti omosessuali nel quale confluiscono anche molti salernitani.

"E' stata - ha aggiunto Antonello Sannino, portavoce di Salerno Campania Pride - una giornata di festa. Con allegria e dignità siamo riusciti a scendere in piazza e manifestare chi siamo. Tra la folla ci sono i miei genitori qui stasera e questo per me è un motivo di grande gioia. Averli accanto è stato per me fondamentale". Ha urlato, invece, il suo "no", seguito da un coro di migliaia di persone, contro ogni discriminazione, il Presidente nazionale di ArcigayPaolo Patané, che ha ricordato anche la strage di Brindisi, nel corso della quale è stata uccisa la giovane Melissa. Patané ha detto che "da oggi nessuno si deve sentire più solo". Così il Presidente del Coordinamento Campania Rainbow Fabrizio Sorbara, che ha spiegato che "questo Gay Pride è nato come un figlio. Lo abbiamo visto crescere giorno dopo giorno grazie all'aiuto di tanti, etero e gay. Da oggi nessuno di noi deve avere la sensazione di essere nell'ombra perché ognuno di noi può contare su questa grande e meravigliosa comunità".

 

 


 
 
 

 

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