Cronaca

Lavoro sotto al sole cocente per 12 euro al giorno, la denuncia dell'associazione Italiana Coltivatori di Salerno

Condizioni precarie e che spesso, mettono a repentaglio la vita stessa dei braccianti. Decine di lavoratori infatti, ogni anno, perdono la vita mentre lavorano tra i campi a causa delle temperature climatiche calde

Sfruttati, sottopagati e costretti a lavorare sotto al sole cocente fino a 12 ore al giorno: questa la drammatica situazione che vivono migliaia di braccianti agricoli italiani, costretti a lavorare sotto al sole cocente e nelle ore più calde della giornata, impiegati nei campi agricoli per la raccolta di frutta e verdura destinata ai mercati e alle industrie agroalimentari. Condizioni precarie e che spesso, mettono a repentaglio la vita stessa dei braccianti. Decine di lavoratori infatti, ogni anno, perdono la vita mentre lavorano tra i campi a causa delle temperature climatiche calde. Un vero e proprio dramma che si è consumato anche qualche settimana fa nei campi pugliesi tanto da spingere il presidente della Regione Puglia, Michele Emiliano, ad emanare un’ordinanza di divieto di lavoro nei campi durante le ore molto calde. Una situazione questa, che preoccupa da anni anche l’associazione Italiana Coltivatori presieduta dal presidente provinciale di Salerno e vicepresidente nazionale, Donato Scaglione, che è intervenuto a più riprese sulla questione- “Si tratta di un problema che interessa tutte le regioni d’Italia a vocazione agricola e agroalimentare.

Parla Scaglione

"Le stagioni  dettano i tempi, il periodo di coltivazione e raccolta, ma questo deve essere accompagnato sempre dall’ausilio della tecnologia e dalla tutela dell’ambiente, oltre che dalla tutela dei lavoratori. È fondamentale-dice-tutelare l’ambiente perché è proprio a causa dei cambiamenti climatici repentini, che negli ultimi anni le stagioni sono diventate torride al punto tale da mettere a repentaglio la vita dei braccianti. Questi avvenimenti tristi ci stimolino ad una lunga riflessione sulle conseguenze dei cambiamenti climatici e la necessità da parte di tutti, di invertire la rotta. Non è normale-sottolinea che un bracciante al momento della pensione, percepirà meno rispetto a chi invece, percepisce il reddito di cittadinanza.

A ciò però, sulla necessità di coniugare produttività, ambiente, diritti dei lavori, va necessariamente aggiunta la richiesta di effettuare, sui campi agricoli, maggiori controlli. Non si sposti l’attenzione solo su una delle parti: lavoratori o datori di lavoro senza tutelare i lavoratori dal punto di vista normativo-spiega il presidente provinciale Aic che ricorda le innumerevoli difficoltà in capo agli imprenditori agricoli. Le norme ci sono e vanno rispettate, ma non sono poche le responsabilità e le difficoltà che quotidianamente devono affrontare gli imprenditori agricoli. Serve attenzione maggiore verso tutti gli attori della filiera”. 

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