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Sgomberata l'area dei prefabbricati post terremoto: soddisfatto Romano

Il sindaco di Mercato San Severino annuncia il completamento delle operazioni di rimozione e smaltimento delle strutture situate nelle frazioni di Acigliano e Spiano

E’ stato completato lo sgombero dell’area prefabbricati di Spiano, frazione di Mercato San Severino, che consente all’amministrazione che il “Comune definitivamente chiuso con il post-terremoto. E, quel che è più rilevante, tutti gli occupanti degli alloggi precari hanno ricevuto un alloggio”.  Lo annuncia, con una particolare soddisfazione il sindaco Giovanni Romano che spiega: “Sono state completate le operazioni di rimozione e smaltimento dei prefabbricati sistemati nel periodo post terremoto del 1980 nelle aree delle frazioni di Acigliano e Spiano, le ultime due aree delle sette originarie che ancora ospitavano prefabbricati leggeri con numerose famiglie. Ad Acigliano sono stati rimossi oltre quaranta prefabbricati ed è stata bonificata l’intera area anche dall’amianto. Successivamente la superficie è stata messa in sicurezza ed è stata opportunamente delimitata”. 

Poi il primo cittadino entra nei dettagli: “A Spiano sono stati rimossi sei prefabbricati ed anche questo sito è stato bonificato completamente. Entro qualche giorno la zona sarà messa in sicurezza con la necessaria recinzione.  Mentre “la parte residuale dell’area di Ciorani – dice ancora Romano – già priva da tempo di prefabbricati, è stata oggetto di intervento di pulizia in vista dell’imminente bando pubblico per la realizzazione di alloggi da destinare al libero mercato. Pertanto possiamo affermare con orgoglio e soddisfazione che sul territorio comunale non esistono più aree sulle quali giacciano i prefabbricati legati al sisma del 1980 ed il post terremoto è una pagina completamente chiusa”. 

Per Roma “va anche rimarcato che le operazioni di demolizione dei prefabbricati, svolte con il coordinamento del Funzionario Responsabile dell’Area Lavori Pubblici e Manutenzioni, Gianluca Fimiani, sono state molte complesse e lunghe, in quanto in alcuni di essi è stata rilevata presenza di amianto, seppure in percentuali molto ridotte. In conseguenza di ciò, è stato necessario preliminarmente delimitare la zona interessata e con mezzi e attrezzature speciali rimuovere le parti dei container che contenevano fibre di amianto, successivamente trasportate nelle apposite discariche autorizzate. Solo dopo questa fase si è potuta avviare l’operazione di demolizione vera e propria, consistita nella demolizione delle strutture, nella separazione dei rifiuti e nel successivo carico nei cassoni per il trasporto in discarica. Tutte le attività sono state precedute dall’analisi dei rifiuti per individuare il corretto codice Cer(Catalogo Europeo dei Rifiuti). Per i materiali contenente amianto il Comune si è raccordato con l’Arpac (Agenzia Regionale per l’Ambiente) di Salerno per le modalità di trattamento e smaltimento”.

Un lavoro importante e faticoso che per il primo cittadino che rivendica: “La nostra città non ha lasciato indietro nessuno di coloro che furono colpiti dal terremoto. Dal 1995 ad oggi, abbiamo realizzato oltre 450 alloggi di edilizia residenziale pubblica sulle aree che ospitavano i prefabbricati leggeri man mano che le stesse venivano liberate. Una consistente parte di questi alloggi è stata destinata proprio a quelle famiglie che, allocate provvisoriamente nei prefabbricati leggeri, vi erano rimaste per qualche decennio nonostante le previsioni dei piani di ricostruzione prevedevano l’uso dei prefabbricati leggeri per un periodo non superiore ai cinque anni. E’ stato un lavoro durissimo ed impegnativo per reperire le risorse finanziarie, per le complesse procedure amministrative, per il consistente numero di nuclei familiari cui dare finalmente un tetto. Ma ce l’abbiamo fatta, agendo con determinazione e costanza, chiudendo definitivamente i conti con un evento del passato che tanto dolore ha provocato ai nostri concittadini. E questo è certamente un motivo di soddisfazione per l’intera città” conclude Romano.
 

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