Attività “intramoenia” e sicurezza, nuovo appello del dottor Mario Polichetti (Fials)

Il segretario: “Subito un tavolo con tutti i rappresentanti sindacali per rilanciare l’azione dell’azienda universitaria dopo gli ultimi episodi”

Polichetti

Nuovo appello per rilanciare l'operato del "San Giovanni di Dio e Ruggi d'Aragona", da parte del dottor Mario Polichetti, segretario della Fials Salerno che chiede un confronto al manager Giuseppe Longo allargato a tutte le componenti sindacali dell'azienda ospedaliera universitaria.

L'invito

"Faccio mie le parole del segretario generale della Fials nazionale, Giuseppe Carbone, rivolte al ministro della Salute, Giulia Grillo- ha detto il noto ginecologo - Serve ridare speranza alle professionalità del Ruggi, dopo quando accaduto negli ultimi mesi e questo si può fare solo puntando sulla sicurezza. Serve un lavoro imponente su tutti i reparti, ma in primis sul Pronto soccorso, poiché il settore dell'Emergenza resta sempre il biglietto da visita di un ospedale. Tutti i presidi devono essere coinvolti".

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L'appello di Polichetti

 "Aspettando di vedere la Campania fuori dal commissariamento della Sanità, pensiamo che, anche a livello locale oltre che nazionale, sia giusto affrontare l’adeguamento dell’istituto della libera professione “intramoenia” all’obiettivo dell’abbattimento delle liste d’attesa prevedendo che tale istituto venga esteso anche alle altre professioni sanitarie laureate infermieristiche, tecniche, della riabilitazione e della prevenzione nonché della professione di ostetrica. Questa discriminazione essendo al pari delle altre professioni sanitarie con laurea magistrale autonome con proprio e specifica campo di attività è palesemente incostituzionale e discriminante mentre la sua estensione permetterebbe specie sul territorio l’avvio concreto ed il potenziamento delle cure primarie e l’abbattimento ancora più massiccio delle liste di attesa. Su questo Salerno può essere d'esempio per tutti. Siamo certi che su questo il manager Longo su questa la pensa come noi: il diritto alla salute, sancito dalla Costituzione, non può fare passi indietro".
 

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