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Patrizia Spinelli, segretario provinciale Feneal Uil

Patrizia Spinelli, segretario provinciale Feneal Uil

"Più crisi e meno sicurezza, lavoratori edili esposti a rischi": allarme della Uil

Lunedì 7 novembre, è stato proclamato lo sciopero nazionale di un’ora degli edili per dire basta alle morti sul lavoro e per mobilitare le comunuità sul tema sicurezza

Lunedì 7 novembre, i lavoratori edili incrociano le braccia per un'ora. E' stato, infatti, indetto lo sciopero nazionale "per mobilitare le comunità territoriali - spiega la nota della Feneal Uil - sul tema della sicurezza e dire basta alle morti sul lavoro". I dati sono preoccupanti: la grave recessione ha abbassato gli standard di qualità per gli addetti del settore edile e la crisi li penalizza esponendoli a infortuni e malattie. Il grido d'allarme è della Feneal Uil di Salerno che, attraverso il segretario Patrizia Spinelli, analizza i dati e illustra il disagio: "I numeri  dei primi nove mesi del 2016 in provincia di Salerno parlano chiaro: su 46 infortuni dichiarati, il 45,7% riguarda lavoratori nati tra il 1955 ed il 1966. Il nostro compito - spiega Spinelli - è non abbassare la guardia rispetto ai numeri in decrescita a causa del rallentamento del comparto. Malattie ed infortuni penalizzano gli over 50 costretti a svolgere mansioni non adeguate alla loro età. Occorre la massima vigilanza in una situazione sempre più difficile e complessa. In gioco la vita e la salute degli occupati nelle costruzioni. La sicurezza resta un valore non negoziabile”.

Dopo un mese di iniziative di sensibilizzazione in tutti i cantieri, dunque, è stato proclamato per il 7 novembre lo sciopero nazionale di un’ora degli edili per dire basta alle morti sul lavoro e per rafforzare ulteriormente la mobilitazione di tutte le comunità territoriali sul tema della sicurezza, a fronte di dati sempre più allarmanti su infortuni, morti e malattie professionali. “Corriamo il rischio gravissimo - sottolinea Patrizia Spinelli, - di farci ingannare dalle cifre che segnalano una situazione di relativa stasi nel delicato ambito della sicurezza sul lavoro nell’edilizia. Il vero problema è, invece, legato agli infortuni ed alle malattie che diventano più impattanti sulla forza/lavoro. Nei cantieri occorre vigilare, ma non basta agire solo sul piano della repressione. Da sempre come sindacato riteniamo indispensabile mettere in campo significative azioni di prevenzione. A cominciare da una capillare diffusione della cultura della sicurezza, aumentando adeguatamente la formazione finalizzata al raggiungimento di standard sempre più elevati nei cantieri. Si tratta di un complesso di iniziative che vanno realizzate prioritariamente attraverso il braccio operativo degli Enti Bilaterali del comparto edile, come il CPT Salerno (Comitato Paritetico per la Sicurezza) che rappresenta senza dubbio un’eccellenza nel suo ambito di competenze. Ribadiamo preoccupazione per la mancata e piena attuazione delle sedici ore obbligatorie, previste in materia di formazione-sicurezza per tutti i lavoratori assunti, che spesso sfuggono al circuito Enti Bilaterali".

"La crisi- evidenzia Spinelli -  ha indebolito non solo le tutele contrattuali con aumenti sospetti di partite Iva e di lavoratori a vario titolo autonomi o occasionali (basti pensare allo scandalo dei voucher), ma ha anche e soprattutto bloccato il turnover anagrafico. I numeri dei primi nove mesi del 2016 da questo punto di vista parlano chiaro: su 46 infortuni dichiarati, il 45,7% riguarda lavoratori nati tra il 1955 ed il 1966. In altre parole, aumentano i rischi perché si restringe la forza/lavoro”. L’analisi dell’Osservatorio Sicurezza sul Lavoro Vega Engineering di Mestre (dati Inail) rimarca che da gennaio ad agosto 2016 sono 651 le persone che hanno perso la vita sul lavoro in Italia: in media 81 vittime al mese, circa 20 alla settimana. Nello specifico, sono 476 gli infortuni mortali rilevati in occasione di lavoro e 175 quelli accaduti in itinere. L’unico dato positivo è rappresentato dal decremento della mortalità in occasione di lavoro pari al 12,8 per cento rispetto allo stesso periodo del 2015. Se si analizza l’incidenza della mortalità rispetto alla popolazione lavorativa per macro aree, emerge che è il Sud Italia a registrare il dato peggiore con un indice di 31,1% (per milione di occupati) contro una media nazionale del 21,2%. Il settore economico che registra il maggior numero di morti bianche (64 pari al 13,4% del totale dei casi di morte in occasione di lavoro) è rappresentato dall’edilizia. 

In provincia di Salerno - nel periodo gennaio/agosto 2016 - si sono registrati 12 morti sul lavoro (a fronte dei 13 del pari periodo 2015). Il territorio salernitano si colloca all’8° posto nella graduatoria nazionale per casi totali, mentre è al 25° posto in base all’indice di incidenza sugli occupati (che viene calcolato rapportando il numero di infortuni mortali ogni milione di occupati): 35,7.  A livello regionale per casi totali la provincia di Salerno precede quella di Napoli al 9° posto per casi totali (11 morti sul lavoro) anche per indice di incidenza (14,3), 81° posto.

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