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Scandalo alla Uilcom-Uil e alla Slc- Cgil: arrestati tre "sindacalisti-estorsori"

Un imprenditore operante nella produzione di etichette e stampanti, alle cui dipendenze lavorano circa 50 operai ed impiegati, si trovava in difficoltà economiche e ha subito richieste estorsive da parte dei sindacalisti

Scandalo a Salerno: i carabinieri hanno arrestato in flagranza di reato di estorsione il quarantacinquenne incensurato A.M. ed il sessantenne anch’egli incensurato M.R., entrambi sindacalisti rispettivamente nelle file della Uilcom-Uil  e Slc - Cgil   mentre hanno sottoposto a fermo di indiziato di delitto, il sessantasettenne P.T., formalmente pensionato, ma tuttora in rapporto di collaborazione con la Uilcom - Uil.

Ma andiamo con ordine: un imprenditore operante nella produzione di etichette e stampati, alle cui dipendenze lavorano circa 50 operai ed impiegati, si trovava in difficoltà economiche e ha subito richieste estorsive da parte dei sindacalisti che già lo avevano costretto a corrispondere, suo malgrado, altre somme di danaro. 

"In sostanza i tre sindacalisti, facendo leva sulla forza contrattuale derivante dalla possibilità di provocare artificiosamente le agitazioni delle maestranze, cagionando così ingenti danni di natura patrimoniale all’impresa che deve rimanere necessariamente in attività per poter far fronte alle commesse, principalmente il pagamento dei salari e dei fornitori, a partire dal maggio 2013 hanno iniziato ad esercitare pressioni per ottenere, a titolo personale, somme di denaro, naturalmente in contanti, quale compenso per la loro rinuncia ad intraprendere iniziative e lotte sindacali ingiustificate", hanno spiegato i carabinieri.

Per due volte l’imprenditore ha consegnato agli estorsori 8.000 euro, precisamente 5.000 la prima volta e 3.000 in una seconda, quest’ultima tranche nei primi giorni del mese di ottobre. Ha deciso di denunciare tutto ai carabinieri, la vittima, quando il 16 ottobre gli sono state prospettate ulteriori difficoltà ed attività ostruzionistiche in occasione della discussione per il rinnovo dell’ammortizzatore sociale della cassa integrazione di cui l’azienda da tempo beneficia, ma anche per interferenze nei processi che interessano l’azienda, di cui un ramo è in procinto di essere “dato in fitto” ad un'altra impresa.

Scattato, quindi, stamattina, il blitz dei carabinieri: quando la vittima si è recata all'appuntamento per consegnare altri 3.000 euro, i militari sono prontamente intervenuti arrestando in flagranza di reato due dei tre malfattori, mentre il terzo è stato fermato poco dopo su decreto di fermo di indiziato di delitto emesso dal P.M. I tre sindacalisti-estorsori, quindi, sono finiti in carcere.

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