Cronaca

Sita Sud, terzo giorno di protesta: ancora disagi

Quasi 33mila le persone, tra le province di Napoli, Salerno e Avellino, rimaste a terra per l'agitazione dei dipendenti. In programma un incontro con Sergio Vetrella

Autobus della Sita

Fermi quasi tutti i bus dell'azienda Sita Sud e 33mila utenti tra le province di Napoli, Salerno e Avellino appiedati: pesantissimo il bilancio della protesta messa in atto, anche oggi, dai dipendenti della Sita, esasperati per il ritardo nel pagamento degli stipendi. Sulla questione si contrappongono le organizzazioni sindacali e i vertici aziendali. Ma il ritardo nel pagamento degli stipendi non è l'unica "grana" che l'azienda deve fronteggiare: c'è infatti anche la questione dell'adeguamento dei corrispettivi, per cui la Sita Sud è pronta a lasciare la Campania e a lavorare solamente in Puglia e Basilicata. Domani è in programma un incontro tra il direttore della Sita Sud Campania Simone Spinosa e l'assessore regionale ai Trasporti Sergio Vetrella. Il 6 marzo, poi, è previsto un confronto tra organizzazioni sindacali di categoria e l'amministratore delegato dell'azienda, Vinella. Intanto, però, Spinosa non nasconde la sua amarezza: "Siamo pronti a lasciare il servizio in Campania, questa è l'unica regione dove non è possibile programmare nulla".

E spiega anche perché. La Sita Sud assicura il servizio su gomma in Campania, Puglia e Basilica. Solo in Campania copre collegamenti per circa 10 milioni di km; in alcune zone, come la costiera Amalfitana, i cittadini senza i bus della Sita non potrebbero avvalersi di forme di trasporto alternative. "Siamo 462 dipendenti e, me compreso, rischiamo il posto di lavoro - spiega Spinosa - i corrispettivi che ci vengono erogati dai vari enti e dalla regione Campania non coprono i costi di esercizio, la perdita è di circa 9 milioni. Due le fonti di introiti: i ricavi del traffico e il corrispettivo che gli enti appaltanti ci versano in base ai chilometri che copriamo. Ebbene, allo stato attuale abbiamo ritardi di pagamenti: la Provincia di Napoli ci deve pagare i mesi di novembre e dicembre; quella di Avellino il mese di dicembre. La Regione Campania ci deve pagare i mesi di novembre e dicembre. Al momento l'unica provincia in regola è quella di Salerno. Se anche solo la Provincia di Napoli ci pagasse, potremmo pagare gli stipendi e far ritornare attivo il servizio".

Magra consolazione il fatto che la Provincia di Salerno sia in regola: l'azienda è infatti pronta a ritirarsi anche dal territorio salernitano se i corrispettivi non saranno adeguati. C'é, poi, la questione dei tagli, "fortissimi" della Regione Campania alla quale Spinosa chiede questo: "L'obbligo di servizio pubblico, cioé ci pagano per quanto spendiamo. Parlo da imprenditore di un'azienda privata e chiedo perché ogni giorno ci sono delibere sull'Eav e su aziende pubbliche e su noi nulla? - conclude il direttore della Sita Campania - In questa regione non c'é programmazione ecco perché se le cose non dovessero cambiare, lasciamo tutto. Continuiamo a lavorare in Puglia e Basilicata dove si fanno gare con contratti di nove anni e dove è possibile programmare ma ce ne andiamo da questa regione dove si vive alla giornata".

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