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Il cementificio

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Ecoballe, De Luca pensa al cementificio. Il centrodestra: "Idea pericolosa"

Il senatore forzista Enzo Fasano: "Pensavo ad un colpo di sole nel leggere la rassegna stampa, ed invece è tutto confermato". Duri anche Roberto Celano e Flavio Boccia

La volontà del presidente della Regione Vincenzo De Luca di voler smaltire le ecoballe della Terra nei Fuochi nel cementificio di Salerno (e forse anche in altri), emersa a margine di una riunione sullo smaltimento dei rifiuti in Campania, scatena l’immediata reazione del centrodestra, che annuncia battaglia. Il primo ad intervenire è il commissario provinciale di Forza Italia Enzo Fasano: “Pensavo ad un colpo di sole nel leggere la rassegna stampa, ed invece è tutto confermato. Il governatore salernitano si appresta a smaltire le eco balle di Giugliano, Acerra e di altri centri del napoletano nel cementificio di Pontecagnano, alle porte di Salerno. Personalmente, come parlamentare e cittadino, sono indignato almeno quanto le associazioni ambientaliste che in queste ore si tanto facendo sentire”. Per il senatore salernitano “naturalmente vale la pena ricordare che ci si è vantato, fino a qualche ora fa, di un dato significativo e cioè che i comuni salernitani sono tra i più virtuosi nel rispetto dell'ambiente ed in particolare nella raccolta differenziata dei rifiuti. Ed invece accade proprio che questi territori si vedano costretti a subire la pericolosissima idea partorita dalla Regione appena insediata”.

Sulla stessa linea il consigliere comunale Roberto Celano: "Senza parole. Solo uno sconsiderato potrebbe pensare una cosa del genere. Noi saremo in prima fila a dire no". Contrario alla proposta dell’ex sindaco di Salerno anche il segretario regionale del Msi Flavio Boccia: “E’ una cosa inaudita che rischia di creare gravi problemi  e di danneggiare in maniera irreversibile la salute dei residenti della zona e non solo. Su questa decisione siamo  irremovibili, capiamo il problema rifiuti in Campania ma hanno portato già troppi danni di salute alle persone. Se non si aprirà un tavolo regionale serio sul problema - annuncia -  inizieranno i presidi nelle zone interessate, dove saremo da supporto alle associazioni, comitati e cittadini che protesteranno con noi".
 

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