“So’ nato a lo Ciliento e… me ne vanto”: ufficialmente è l’inno del Cilento

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

Moio della Civitella (SA) – I sindaci dell’area Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni, nell’ambito della seconda seduta della riunione della Comunità del Parco – che si è svolta il 9 dicembre nell’Antica Chiesa di San Bartolomeo di Pellare frazione di Moio della Civitella – all’unisono hanno deliberato: “So’ nato a lo Ciliento e… me ne vanto” del medico-cantautore Aniello De Vita è ufficialmente l’inno del Cilento. Infatti, il sesto punto all’ordine del giorno della sopraindicata assemblea dei sindaci prevedeva la “Valorizzazione delle identità territoriali: Inno del Cilento. Provvedimenti”. Una iniziativa fortemente voluta da Enrico Gnarra, sindaco di Moio della Civitella, che l’aveva lanciata nel corso della cerimonia di intitolazione di una strada comunale del borgo cilentano (avvenuta il 27 dicembre 2018) – la preesistente Via Noce – in onore di Aniello De Vita. «Circa un anno fa, pensai di proporre ai sindaci del Cilento di istituzionalizzare “So’ nato a lo Ciliento e… me ne vanto” quale inno ufficiale del Cilento. Hanno risposto in molti a tale invito», ha sottolineato il sindaco Gnarra che ha proseguito: «Potete ben capire che questo momento suscita in me una forte emozione. Stato d’animo che si rinnova ogni volta che ascolto tale brano. Attraverso quest’ultimo, il Cilento appare come un paesaggio dell’anima. Una canzone in cui i profumi, i sapori, i colori, le tradizioni di questo territorio creano un forte senso di appartenenza e l’orgoglio di riconoscersi cilentano. Senso di appartenenza che non deve essere confuso con il concetto di campanilismo, ma deve essere inteso come territorialità, tradizione, cultura, storia. Oggi un sindaco viene eletto per rappresentare una comunità e deve, necessariamente, esprimere ottimismo e speranza. Questi sentimenti scaturiscono proprio da quell’orgoglio e da quella rabbia che in passato hanno caratterizzato molte persone che si sono spese per valorizzare il Cilento e i cilentani. Ecco, una di queste persone è senza dubbio il dottore Aniello De Vita». Un canto d’orgoglio, dunque, come ha sottolineato anche l’ingegnere Giuseppe De Vita, fratello del compianto cantautore nato a Moio della Civitella, che lo ha voluto ricordare recitando i versi del suo componimento “O paese roppo ‘a guerra”. Un riconoscimento che, per onore di cronaca, avviene a 79 anni dalla nascita del medico-cantore del Cilento. Infatti, come quest’ultimo aveva spesso raccontato, sebbene la data di nascita riportata sulla sua carta d’identità corrispondesse al 6 gennaio 1941, lui era nato l’8 dicembre 1940. Così, dopo aver votato a favore dell’istituzionalizzazione di “So’ nato a lo Ciliento e… me ne vanto” quale inno del Parco del Cilento, Vallo di Diano e Alburni – a margine della riunione della Comunità del Parco – i quarantatre sindaci presenti, indossata la fascia tricolore, si sono uniti al maestro Angelo Loia, nipote di Aniello De Vita – accompagnato dai maestri Francesco Citera, Giacomo e Giovanni Rodio – nell’esecuzione dell’inno ufficiale del Cilento. A tal riguardo, come ha puntualizzato il sindaco Enrico Gnarra, la liberatoria relativa alla canzone è stata ceduta dalla famiglia De Vita al Comune di Moio della Civitella, che poi provvederà a cederla al Parco Nazionale del Cilento. Un momento conclusivo emozionante e coinvolgente, introdotto dalle parole di Angelo Loia che, tra le altre cose, ha lanciato ai presenti in sala la «proposta di realizzare la registrazione di “So’ nato a lo Ciliento… e me ne vanto” ad uso di tutte le amministrazioni e istituzioni, con l’orchestrazione e l’orchestra dell’istituto musicale "R. Goitre". Magari con la collaborazione dei maestri e degli alunni del liceo musicale e coreutico – Istituto d’Istruzione superiore Parmenide di Vallo della Lucania, eseguita dal soprano Maria Giovanna Agresta, che – conclude Angelo Loia – ritengo essere la voce più rappresentativa del nostro territorio in Italia e nel mondo». Rosy Merola

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