Droga nei quartieri di Salerno, il pm chiede 175 anni di carcere per gli spacciatori

Nel mirino sono finiti i due gruppi criminali dei rioni Calcedonia e Petrosino che vendevano le sostanze stupefacenti finanche davanti al liceo "Tasso" e al cinema

Linea dura della Procura di Salerno contro i membri delle due bande di spacciatori che, dai rioni di Matierno e Calcedonia, vendevano la droga negli altri rioni del capoluogo ma anche nei comuni limitrofi.

Le richieste

Il pm Elena Guarino, infatti, al termine delle requisitoria davanti al gup Pellegrino del Tribunale di Salerno, ha chiesto 20 anni di reclusione per G.P, 51 anni, di Salerno, ritenuto il capo della banda e 15 anni e 6 mesi ciascuno per V.C (Sant’Antimo), M.D.D (Salerno), V.F (Pellezzano), G.E. (Nocera Superiore), A.M (Baronissi), L.N (Salerno), V.N (Salerno), M.R (Salerno), R.S (Salerno) e V.S (Pellezzano). Soltanto due imputati, che furono coinvolti nel blitz dello scorso mese di settembre, hanno chiesto il rito ordinario.  Tutti gli altri hanno optato per il rito abbreviato.L’udienza è stata aggiornata a fine marzo quando la parola passerà al collegio difensivo.

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L’operazione

Le indagini, attraverso intercettazioni, hanno permesso di ricostruire le fasi,  la filiera dello spaccio e i compiti di ogni indagati all’interno dell’organizzazione criminale. In particolare, gli arrestati avevano costituito due distinti gruppi con basi operative nel quartiere del rione Petrosino e Calcedonia, e spacciavano cocaina, eroina e metadone sull’intera città di Salerno ed anche in alcuni comuni limitrofi. Entrambe le bande avevano organizzato un vero e proprio “call center”, con utenze telefoniche dedicate, che ricevevano le richieste sostanza stupefacente e gestiva le successive consegne che avvenivano attraverso altri pusher i quali si spostavano come dei veri e proprio “fattorini” utilizzando ciclomotori che cambiavano quasi giornalmente per raggiungere i luoghi concordati. Quelle utenze telefoniche, perchè il cliente avesse sempre il riferimento pronto a ricevere la richiesta, passavano da pusher a pusher, a seconda dell'orario di servizio dello spacciatore. Alcune cessioni avvenivano direttamente al “domicilio” di tossicodipendenti ristretti in regime di arresti domiciliari. Lo smercio avveniva anche nei pressi di istituti scolastici, dalla scuola "Calcedonia" al liceo "Tasso", o nei pressi di un cinema del quartiere Carmine.  

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