Sparatoria a Fratte, cadono le accuse contro Ciccone: negate le intercettazioni

Il telefonino dell'esponente di Forza Italia era stato messo sotto controllo per via dell'affissione dei suoi manifesti elettorali nel quartiere. Ma per il Gip quelle registrazioni non sono utilizzabili

Lello Ciccone

Non verranno utilizzate le intercettazioni a carico di Lello Ciccone e Matteo Marigliano registrate dalla Procura della Repubblica di Salerno poche ore dopo il duplice omicidio di Fratte. Secondo il giudice per le indagini preliminari, infatti, le “cimici” non andavano attivate in quanto, da sempre, le intercettazioni servono per la prova di reato e non quando il reato (e il colpevole) è acclarato. Quindi quelle telefonate finite nel fascicolo bis dell'inchiesta sulla morte di Procida e Rinaldi non saranno messe agli atti nel corso del processo. 

Ciccone, in quel periodo candidato al consiglio regionale con Forza Italia, era finito al centro della vicenda giudiziaria per la gestione dell’affissione dei suoi manifesti elettorali proprio nel quartiere Fratte. Ma adesso è stata fatta chiarezza sul suo ruolo: lui non c'entra niente con l'omicidio.
 

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