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Spararono contro avvocato a Giffoni Valle Piana, due arresti

Due cittadini giffonesi, padre e figlio, incensurati, sono stati arrestati dai carabinieri in esecuzione di un'ordinanza emessa dal gip del tribunale di Salerno su richiesta della locale procura della Repubblica

Due persone, padre e figlio, entrambi incensurati, A. M. 79 anni e G. M. 47 anni, sono stati tratti in arresto questa mattina a Giffoni Valle Piana dai carabinieri della locale stazione su ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari del tribunale di Salerno, che ha accolto la richiesta della procura della Repubblica diretta dal procuratore Franco Roberti. I due sono accusati di essere gli autori dell'attentato, tramite colpi di pistola, ai danni di un avvocato, avvenuto a Giffoni Valle Piana lo scorso 28 settembre.

Le indagini, complesse ed articolate, partite immediatamente dopo che l’avvocato, ancora scosso per quanto avvenuto, si era presentato ai carabinieri di Giffoni denunciando l’attentato subito poco prima - si legge in un comunicato stampa dei carabinieri della compagnia di Battipaglia, agli ordini del capitano Giuseppe Costa - erano state subito indirizzate nei confronti degli arrestati di oggi. D’altronde loro non avevano mai fatto mistero di quella acredine nei confronti dell’avvocato, reo di aver patrocinato una causa civile per morosità che aveva portato all’esproprio di un’abitazione della loro famiglia. Non erano bastate le minacce ed i tentativi di estorsione per interrompere quella sequela di udienze e provvedimenti giudiziari che alla fine aveva portato i due a soccombere.

Da qui, spiegano i militari, la voglia di vendetta che si è concretizzata la sera del 28 settembre scorso quando l’anziano, dopo aver visto l’avvocato partire a bordo della propria BMW, ha dato il via all’azione delittuosa condotta dal figlio che non ha esitato a sparare sei volte contro l’auto del professionista attinta, per fortuna e solo per caso, alla portiera.

Le indagini dei carabinieri della stazione di Giffoni Valle Piana, supportate dagli esiti degli accertamenti tecnico scientifici svolti dai carabinieri della sezione investigazioni scientifiche del reparto operativo del comando provinciale di Salerno e della sezione balistica del reparto investigazioni scientifiche di Roma, hanno evidenziato che i sei colpi, si legge nella nota dei carabinieri, erano stati esplosi per uccidere ed hanno portato a raccogliere gravi indizi di colpevolezza nei confronti degli arrestati. Il figlio è stato condotto presso il carcere di Salerno, zona Fuorni, mentre il padre è stato posto, in ragione dell'età, agli arresti domiciliari.

Le operazioni di perquisizione, condotte nel corso delle indagini, hanno permesso di rinvenire e sequestrare l’arma usata per commettere il delitto, una pistola calibro 22 legalmente detenuta, oltre a circa duemila cartucce per fucili e pistole di vario calibro, illegalmente detenute.

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