Speranze e timori in economia ai tempi del Coronavirus” è il nuovo e-book di Giovanni Moccia

Il lavoro del professionista salernitano esperto di finanza e sviluppo sostenibile

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di SalernoToday

L’e-book di Giovanni Moccia nasce sull’onda di ciò che potrebbe avvenire in campo economico a breve e medio lungo termine sia in Italia che nel mondo globalizzato a seguito della crisi prodotta dall’espansione del coronavirus. In queste note – necessariamente schematiche – si propone una riflessione sulle questioni aperte dall’epidemia, sulle lezioni che possiamo imparare, su alcuni cambiamenti possibili per quanto riguarda i rapporti tra salute, economia e politica a livello mondiale. A seguito della crisi da coronavirus i dati Ocse sulle aspettative di crescita per il 2020 parlano chiaro. L’organizzazione mette in previsione due possibili scenari per l’anno in corso. Nel primo si ipotizza un graduale declino del contagio e della sfiducia economica ad esso associato. Per quel che riguarda l’Italia e l’Europa, l’Ocse prevede un ridimensionamento della crescita anemica già preventivata. L’Eurozona dovrebbe crescere dello 0,8%, contro l’1,1% inizialmente previsto, senza grossi scostamenti tra i due scenari, mentre per l’Italia si prevede una crescita zero per l’anno in corso e un modesto rimbalzo (+0,5%). Nel nostro specifico il Made in Italy scricchiola e perde energia. Ma c’è di più: se la situazione non si risolve entro l’anno, a fare maggiormente le spese di questo clima di emergenza sono tre settori chiave: il manifatturiero tessile, i trasporti e il turismo. La flessione per l’intera economia invece va da un -1% a un -3%. La stima considera l’impatto diretto della diffusione del virus nelle regioni italiane, con effetti immediati e di più lunga durata, a seconda del settore considerato. Lombardia e Veneto, le due regioni dove maggiori sono stati i casi e più drastiche le misure di contenimento, contano da sole per il 31% del Pil italiano. Aritmeticamente, una contrazione del 10% in sole queste due regioni significa una diminuzione del 3% di quello per l’intero Paese. L’e-book può essere scaricato gratuitamente sulla vetrina personale dell’autore : https://www.lulu.com/spotlight/Giovanni_Moccia.

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