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Start Cup Campania 2013, allori per un gruppo di ricercatori dell'Unisa

Il secondo posto è stato assegnato al team di Simona Pisanti per il progetto “EPC-up: cellule endoteliali progenitrici come biomarker di prevenzione, diagnosi, prognosi e follow up delle patologie associate all’angiogenesi”

Allori per l'Università degli Studi di Salerno, in occasione della giornata di premiazione dello Start Cup Campania 2013 che si è tenuta il 24 settembre a Benevento, presso l’Università degli Studi del Sannio, nella sala rossa di Palazzo San Domenico. Il concorso per l’Innovazione promosso dai sette atenei campani, che premia le migliori idee imprenditoriali nate dalla ricerca in ambito universitario e basate sull’innovazione tecnologica, tra i 126 progetti presentati nei diversi settori del concorso (Medicina e Salute, Bio e Nano, Green, Ict, Social) ne ha approvati 33, tredici dei quali si sono “scontrati” nella finale. I cinque vincitori premiati parteciperanno all’11° Premio Nazionale per l’Innovazione (PNI) che vedrà in gara i vincitori delle competizioni locali delle Università ed Enti di Ricerca associati al PNICube e che quest’anno si svolgerà a Genova il 30 e 31 ottobre nell’ambito del Festival della Scienza (23 ottobre – 3 novembre).
 
Il secondo posto, dunque, è stato assegnato al team della dottoressa Simona Pisanti, dell’Università degli Studi di Salerno, per il progetto “EPC-up: cellule endoteliali progenitrici come biomarker di prevenzione, diagnosi, prognosi e follow up delle patologie associate all’angiogenesi” (settore Medicina e Salute). La Pisanti e gli altri componenti del team (Paola Picardi, dottoranda di ricerca; Elena Ciaglia, borsista di ricerca AIRC; Patrizia Gazzerro, ricercatrice UniSa e Chiara Laezza, ricercatrice CNR) tutti in forze al gruppo di ricerca coordinato dal professor Maurizio Bifulco, Ordinario di Patologia Generale (Dipartimento di Medicina e Chirurgia), afferiscono ai Dipartimenti di Medicina e di Farmacia dell’Università di Salerno.

"L’idea innovativa nasce dalle ricerche condotte in questi anni dai giovani membri del team presso i laboratori del prof. Bifulco, con la speranza di generare nuove opportunità di lavoro nel territorio salernitano, potendo proseguire le loro ricerche e sottrarsi così alla temuta fuga dei cervelli- spiegano dall'Unisa - L’idea imprenditoriale si basa sulla realizzazione di un test di identificazione e misurazione delle cellule endoteliali progenitrici circolanti (EPC) nel sangue come biomarker di funzionalità endoteliale in pazienti con patologie cardiovascolari, cerebrovascolari, nonché nel cancro ed in patologie infiammatorie ed autoimmuni associate ad angiogenesi".

Nello specifico, il test realizzato in piastre multipozzetto combina tecniche immunoenzimatiche e funzionali che permettono di misurare i livelli di EPC direttamente su sangue periferico dei pazienti. "Il test si presenta affidabile, rapido, economico, non laborioso e utilizzabile su larga scala, dal momento che richiede strumentazioni ampiamente reperibili sia nei laboratori di ricerca che nelle strutture clinico-diagnostiche-continuano dall'ateneo -Tale prodotto risponde quindi alla crescente domanda di soluzioni di laboratorio caratterizzate da un’elevata capacità e da grandi volumi, con un abbattimento dei costi per strumentazioni ad elevata tecnologia e per personale altamente specializzato", hanno aggiunto.

"La valutazione dei livelli di EPC potrà essere utilizzata come biomarker per la prevenzione, la diagnosi di accompagnamento, la prognosi nonché il follow-up e la risposta a trattamenti farmacologici in pazienti con patologie associate ad angiogenesi", hanno concluso.
 

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