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Cronaca

Stop ai bus della Sita: disagi per i salernitani, sindacati sul piede di guerra

L'assessore regionale Vetrella: "La Sita resta, se continua a rifiutare la firma del contratto, sotto obbligo di servizio pubblico"

Stop ai bus della Sita, da questa mattina. Entra nel vivo l’agitazione dei 439 lavoratori dopo l’annuncio dell’azienda di voler lasciare la Campania dal 1 agosto, con il conseguente licenziamento dei dipendenti. Alla base di tale decisione, i problemi riscontrati dall'azienda nella gestione dei servizi con la Regione Campania e con le Province di Napoli, Salerno ed Avellino. Appiedati, dunque, anche i salernitani diretti a Napoli e in Costiera Amalfitana. "È incomprensibile come sia possibile -che, mentre è ancora in corso un iter condiviso da tutte le amministrazioni coinvolte e dalla stessa società Sita, iter che richiede ancora la chiusura del procedimento espletato secondo quanto le norme richiedono e che ha fatto di tutto per andare incontro alla società, a pochi giorni dalla trasmissione della memoria tecnica alla Sita per ricevere le sue controdeduzioni, la risposta sia una lettera di un avvocato e l'annuncio della messa in mobilità di 439 lavoratori creando sconcerto in tante famiglie. La Sita resta, se continua a rifiutare la firma del contratto, sotto obbligo di servizio pubblico", ha precisato l'assessore ai Trasporti, Sergio Vetrella.

“Abbiamo già chiesto, insieme alla Filt Cgil Campania, un incontro urgente al presidente Caldoro per discutere del futuro della Sita. Aspettiamo risposte immediate. Diversamente, siamo pronti a mettere in campo tutte le iniziative di protesta sindacale per evitare l’ennesimo smacco al trasporto pubblico locale e nuovi, enormi disagi per i cittadini”, annuncia Franco Tavella, segretario generale Cgil Campania. "A breve – continua – incontreremo anche i vertici aziendali. Quanto sta accadendo è la palese dimostrazione di quanto la Cgil Campania sostiene da tempo: la Regione non sta affrontando in maniera adeguata la vertenza. Il trasporto pubblico in Campania si è polverizzato e questa ne è l’ennesima, triste dimostrazione. L'assessore Vetrella prenda atto del fatto che le scelte sinora fatte hanno prodotto nell'intero territorio risultati disastrosi. Ne tragga dunque le dovute conclusioni. La politica dei trasporti in Campania è miseramente fallita lasciando sul campo migliaia di posti di lavoro”. “Stiamo parlando del futuro di 439 dipendenti il 70% dei quali, peraltro, è salernitano – aggiunge Amedeo D’Alessio, segretario generale Filt Cgil Salerno – La decisione della Sita di disimpegnarsi dalla regione Campania evidenzia il fallimento delle politiche del settore. Dopo le aziende pubbliche anche questa, privata, va via. Il settore è abbandonato a se stesso”. E Maria Di Serio, segretaria generale Cgil Salerno incalza: “In provincia di Salerno abbiamo in sospeso il porto, l’aeroporto, la vertenza Cstp e ora si riapre anche quella Sita. In questo quadro è evidente la mancanza di qualsivoglia progettualità da parte della giunta Caldoro. Si apre una nuova emergenza alla quale è necessario che Palazzo Santa Lucia risponda iniziando anche a programmare il futuro della mobilità in provincia di Salerno. Chiediamo di conoscere le intenzioni della Regione e come intende procedere”. Intanto, nuova doccia gelata per i salernitani che viaggiano sui mezzi pubblici.

"Ulteriore smacco per il turismo e il nostro territorio", secondo il segretario provinciale Cisal Terziario, Giovanni Giudice. "Questa è un’ulteriore riprova della considerazione che la Regione Campania ha del territorio e del turismo. E’ uno smacco per l’economia dell’intera provincia. Saltano i collegamenti con un territorio che da agosto di troverà completamente isolato. - ha sottolineato - Eppure la Costiera Amalfitana proprio in questo periodo ha maggiore necessità di un serio e valido servizio di trasporto, essendo essenziale questo ai fini del turismo, traino principale per l’economia del territorio. La Regione Campania dia immediatamente chiarimenti e le istituzioni competenti risolvano celermente la situazione, non si può abbandonare così intere città".

“TrasMorto Pubblico dovrebbero chiamarlo –osserva, intanto, Isabella Adinolfi, Candidata portavoce per l’Italia Meridionale – Siamo passati dalle comiche alla vera e propria tragedia, dieci anni fa appena si parlava di aeroporti, metropolitane, stazioni marittime, di sistema integrato dei trasporti e ora siamo alla frutta. Ci sono dei servizi che devono appartenere all’umanità e al vivere civile, il trasporto pubblico viaggia di pari passo con il diritto all' istruzione, alla salute, ad avere l’acqua che ci arriva a casa rigorosamente pubblica. Non possiamo, non dobbiamo rinunciarci. Abbiamo ricevuto decine di segnalazioni via e-mail e attraverso i social network riguardanti l’interruzione del servizio SITA in Campania, ci auguriamo che si tratti di uno scherzo di cattivo gusto da parte dei nostri amministratori regionali. Come se non fosse abbastanza, la provincia di Salerno pare sia stata penalizzata in misura maggiore rispetto ad altre zone della Campania. Non dimentichiamoci il caso CSTP e le riduzioni oramai stabili ad un servizio che ha più di un secolo e che fino a qualche anno fa era dignitoso”.

L'attacco di De Luca


 

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