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Ghide

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Dall'Eritrea a Salerno, senza smettere di sognare: la storia di Mihretu Ghide

Il musicista eritreo, rifugiato politico giunto a Salerno, sta attirando anche l'interesse delle cronache nazionali

Una storia avvincente che ha trovato il suo meritato lieto fine, quella di Mihretu Ghide. Non a caso, il musicista eritreo, rifugiato politico giunto a Salerno, sta attirando anche l'interesse delle cronache nazionali. Era il 2007, quando, per fuggire dal servizio militare a tempo indeterminato nel suo paese, Mihretu attraversò il Mar Rosso e, approdò in Sudan, poi in Libia e infine in Italia.

Giunto a Lampedusa, ottenne il riconoscimento come rifugiato: dopo aver lavorato nel settore agricolo in Puglia, Mihretu ha trascorso giorni tutt'altro che facili finchè è venuto a conoscenza, grazie ad un amico, dei progetti di integrazione del Servizio Per Richiedenti Asilo e Rifugiati del Ministero dell'Interno. A Salerno, il musicista ha ripreso in mano il krar, una sorta di lira a 5-6 corde che suonava fin da piccolo ed ha iniziato a studiare, iniziando una nuova avventura. Protagoniste dei suoi brani, le nove tribù dell'Eritrea che intrecciano storie e tradizioni del suo Paese, aprendo una finestra di respiro multiculturale per gli ascoltatori. Mihretu, inoltre, a Salerno ha trovato anche l'amore. Il rifugiato, dunque, non senza sacrifici, nella nostra città, ha iniziato una nuova vita: nel suo cuore e nel suo sguardo, custodisce una storia che merita di essere ascoltata e che, alla fine, lo ha condotto dritto al successo.

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