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Violenza sessuale di gruppo, indagato un carabiniere

Vittima della torbida vicenda (consumatasi nel 2006) una cittadina romena, violentata e ricattata dal militare e da un suo complice. Tre persone sono state rinviate a giudizio

C'è anche un carabiniere coinvolto in una torbida storia di violenza sessuale, stupri di gruppo, sevizie e percosse ai danni di una cittadina romena costretta a subire abusi sotto la minaccia di essere arrestata o espulsa dal territorio nazionale. Lo riporta il quotidiano la Città di Salerno. Un 51enne originario della provincia di Avellino e residente a Mercato San Severino, in servizio a Salerno, è stato denunciato insieme ad un 23enne di Nocera Inferiore residente a Fisciano e a un 51enne di Torre Annunziata (Napoli) trasferitosi a Bracigliano. La ragazza ha trovato il coraggio di denunciare e ora per tutti il capo di imputazione è di violenza sessuale; il carabiniere e il 23enne rispondono anche di violenza sessuale di gruppo mentre solamente il carabiniere risponde anche di abuso di potere.

I fatti risalgono ai mesi di maggio e giugno del 2006: nei giorni scorsi, avrebbe dovuto ricostruire con una testimonianza in videoconferenza da Bucarest tutta la vicenda della quale, suo malgrado, è stata protagonista. Secondo quanto si è appresa la giovane fu sottoposta a numerose violenze sessuali (che le procurarono anche lesioni) e minacciata di morte nel caso in cui non avesse fatto quello che gli aguzzini le chiedevano. Sembra che un problema tecnico però abbia costretto i giudici a rinviare l'udienza. Gli avvocati della difesa, Mario Valiante e Francesco Annunziata, hanno quindi eccepito che la deposizione della donna non può essere tratta dalle dichiarazioni già rese ma va acquisita in aula, tentando un nuovo collegamento nella prossima data e, se non si riesce, invitandola a tornare in Italia per deporre.

Stando a quanto riferito da la Città di Salerno nelle carte processuali si parla di episodi avvenuti sia nell’abitazione del militare a Mercato San Severino sia in auto, a Cetara (in costiera Amalfitana) e a Salerno. Il carabiniere e il 23enne nocerino trasferitosi a Fisciano avrebbero spesso agito in coppia, tenendo la giovane romena anche segregata per diverse ore e minacciandola che le avrebbero impedito di lavorare e di farla arrestare in quanto clandestina. Il gip Elisabetta Boccassini ha quindi disposto il rinvio a giudizio per gli indagati.

Nel corso delle indagini fu anche scoperto che il militare, con la complicità di una centralinista della Corte d’Appello, avrebbe usufruito dell’utenza pubblica per conseguire l’autoricarica sul suo cellulare. Per questa vicenda sia lui che la dipendente sono stati rinviati a giudizio con l’imputazione di peculato.

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