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Sversamenti illeciti nel Sele e affluenti, sequestrate 2 aziende: quattro indagati

Vasta operazione in elicottero dei carabinieri, coordinata dalla Procura della Repubblica, nella zona sud della provincia di Salerno. In azione a terra oltre 30 militari

La Procura della Repubblica di Salerno ha aperto un’indagine relativa al monitoraggio capillare del Fiume Sele del Calore e del Rio Lama, affluente del Sole e mirata alla repressione degli sversamenti illeciti di liquami nei corsi d’acqua di superfice e sul suolo. Nel mirino degli inquirenti, come già avvenuto in passato, soprattutto le aziende agricole e zootecniche presenti sul territorio, che è stato sorvolato grazie all’uso di un elicottero dei carabinieri in servizio presso l’aeroporto di Pontecagnano con a bordo un consulente tecnico della Procura, che ha provveduto ad equipaggiare il velivolo con le apposite camere multispettrali. L’elicottero ha percorso circa 130 km risalendo i corsi fluviali e grazie alle tecniche investigative di nuova generazione, adottate dall’Autorità Giudiziaria, è stato possibile confrontare, in tempo reale, i riscontri termici ottenuti dalla strumentazione presente a bordo del velivolo con la mappatura telematica delle aziende zootecniche presenti sul territorio in questione e georeferenziate nel data-base formato dalla Procura in relazione alle criticità ambientali e le matrici inquinanti rilevate nel circondario.

Al termine dei rilievi termografici-radiometri eseguiti sui corsi d’acqua sono state individuate delle anomali termiche che, tramite la consultazione dei dati informativi contenuti nel database, hanno portato ad individuare la corrispondente matrice inquinante individuate in alcune aziende zootecniche sono state contestualmente ispezionate dalla polizia giudiziaria operante a terra. E, infatti, nel corso dell’operazione, erano presenti sul posto pattuglie composte da personale della Capitaneria di Porto, dei carabinieri del Noe, del Reparto Operativo Navale della Guardia di Finanza e del Corpo Forestale dello Stato per un totale di circa 30 militari. Le pattuglie si sono spostate sugli obbiettivi segnalati dal consulente tecnico mentre era in volo a bordo dell’elicottero dei carabinieri che ha loro fornito  dettagliate indicazioni sull’ubicazione delle criticità rilevate permettendo in tal modo alla polizia giudiziaria non solo di individuare immediatamente la fonte dello sversamento illecito ma anche di permettere al personale del Laboratorio ambientale mobile della Guardia Costiera e dell’Arpac di Salerno, che stavano al seguito della pattuglie, di procedere ed effettuale contemporaneamente i campionamenti degli scarichi illeciti che confluivano direttamente nei corsi d’acqua.

L’attenzione dei militari si è rivolta, in particolare, alla verifica della corretta gestione dei reflui e dei rifiuti che vengono prodotti dalle aziende della zona (liquali, parti palabili degli effluenti zootecnici, acque industriali di lavaggio etc..) e ciò anche tenuto conto della loro vicinanza ai fiumi sorvolati. A seguito delle ispezioni eseguite nei comuni di Albanella e Altavilla Silentina sono state sottoposte a sequestro due intere aziende zootecniche, una delle quali anche per illeciti edilizi, ma anche circa 25 kmq di terreni sui quali veniva sversati illecitamente i reflui zootecnici e due vasche di raccolta delle deiezioni animali. Iscritti nel registro degli indagati 4 titolari di aziende zootecniche per vari reati contro l’ambiente nei cui confronti sono state elevate anche sanzioni amministrative per un totale di circa 3.400 euro. Quasi tutte le aziende, oltre a smaltire illecitamente sul terreno i rifiuti speciali, immettevano le deiezioni animali attraverso una serie di limitrofi canali e torrenti, direttamente nei corsi d’acqua di superfice determinando, in questo modo, un serio inquinamento delle acque fluviali che, dopo pochi chilometri, sfociavano in mare. Peraltro fra i reflui industriali smaltiti illegalmente vi erano anche le acque di lavaggio delle sale mungitura, che prevedono l’impiego di acidi e solventi nocivi per l’ambienti e la salute umana.

Alla luce di tale contesto i rischi ambienti sono molteplici e vanno dalla compromissione delle risorse agricole (con l’abbandono di imponenti quantità di effluenti zootecnici sul suolo che alterano la sua naturale composizione, in particolare i parametri dell’azoto, oltre a poter compromettere le falde acquifere in profondità) a quelle naturalistiche ed ambientali, attraverso la contaminazione dei citati corsi d’acqua con l’illecita immissione dei reflui zootecnici, ma anche delle stesse acque marine in cui essi sfociano, condizionandone la balneabilità e danneggiando in tal modo beni pubblici sottoposti a vincolo paesaggisti dichiarati, alcuni, anche di “notevole interesse pubblico” da un apposito decreto ministeriale. Le indagini proseguiranno senza sosta con analoghi controlli anche durante il periodo estivo per salvaguardare l’integrità ambientale e la balneabilità del nostro mare.

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